IL PERSONAGGIO Mussini, ex emozionato: «É stato difficile reagire alla standing ovation» Lorenzo Gatto TRIESTE. «Aparte Reggio Emilia, Trieste è stata l'unica piazza in cui ho giocato. Tornare a distanza di quasi un anno e ricevere l'accoglienza che mi hanno riservato i tifosi è stato molto bello. Ringrazio davvero tutti». Federico Mussini non nasconde le sue emozioni a due giorni di distanza dal match che lo ha visto nuovamente sul parquet dell'Al- lianz Dome con la Grissin Bon. Per lui, uno degli artefici della promozione nella massima serie, il pubblico si è alzato in piedi. Standing ovation e un lungo applauso carico di riconoscenza per un giocatore che ha saputo farsi apprezzare nel breve periodo in biancorosso. «È stato bello rivedere i vecchi compagni - sottolinea Federico - con tutti c'è stato un feeling immediato. Puoi anche non vederti spesso, la vita e la carriera ti portano lontano ma quello che hai costruito rimane sia nei risultati che nei rapporti. Per me è stato un piacere ritrovarmi con i reduci della passata stagione, un gruppo con cui mi sono trovato benissimo fin dal primo giorno». Feeling con i vecchi compagni di squadra ma anche con i tifosi che, nella presentazione delle squadre, si sono spellati le mani per salutarlo. «Il calore della gente l'ho sentito ed è stato un mo- mento difficile da gestire. Ho cercato di ringraziare tutti già sul campo, lo faccio ancora una volta adesso. Sapere di aver lasciato un buon ricordo mi riempie di orgoglio. Purtroppo non sono riuscito a rendere come avrei voluto. Evidentemente l'emozione mi ha giocato un brutto scherzo». Un calore che Musso ha sentito per tutta la partita e che rende speciale giocare in una piazza come Trieste. «Per me non è una sorpresa. Ho giocato qui i scorsi play-offe conosco bene il clima che si respira dentro al palazzo. Il feeling tra la squadra e i tifosi è unico, c'è grande amore per il basket e chi gioca qui lo percepisce».  Federico Mussini