VUELLE DUE NOMI SONO GIÀ' SPUNTATI FUORI: DIANA SI SEPARA DA BRESCIA DOPO 8 ANNI, DALMASSON LASCIA TRIESTE MA E' DAVVERO TROPPO PRESTO PER FARE UNA SCELTA Matteo Boniciolli verso l'addio La società ci parlerà comunque, ma le strade sono ormai divergenti Panchina In cerca di un nuovo condottiero per un progetto complesso ¦ Pesaro I PROGETTI molto spesso nascono dal coach che si sceglie, un uomo che condivide lo stile della società e si mette a disposizione per raggiungere insieme l'obiettivo. La sensazione è che la Vuelle dovrà andare in cerca di quest'uomo molto presto: l'arrivo di Matteo Boniciolli aveva suscitato l'entusiasmo della piazza e le due vittorie consecutive messe in fila - in queste stagioni da brivido la doppietta è sempre stata cosa rara - facevano sperare finalmente in una svolta. Fino alla rocambolesca, ma esaltante, vittoria su Avellino un discorso di prosecuzione pareva ancora possibile, anche perché le due parti si erano piaciute, ma il finale deludente ha chiuso probabilmente il breve fidanzamento. Boniciolli, contrariamente ad altri coach, non aveva chiesto un appartamento, viveva in albergo perché diceva «di sentirsi provvisorio» e lascerà l'hotel dopo la partita di Torino che domenica prossima chiude il campionato. La società vuole comunque incontrare l'allenatore triestino a bocce ferme per sondarne gli umori, ma non avendo da offrirgli un progetto a lungo termine, né un budget adeguato con cui costruirlo, le loro strade finiranno per dividersi. Peccato, perché, a prescindere dalla frustrazioni accumulate questa stagione, trovandosi a che fare con un gruppo moscio, caratterialmente Boniciolli aveva qualcosa da spendere in una città passionale come questa: a Udine lo aspettano da un anno e potrebbe finire per tornare lì dove ha iniziato la sua avventura in Al, non disdegnando proposte dall'estero dalle quali si è sempre sentito fortemente stimolato. Dove può andare Il coach è nelle mire di Udine ormai da un anno. Oppure si riaprono strade all'estero INTANTO, i siti specializzati hanno già accostato alla panchina della Vuelle due nomi: uno è quello di Andrea Diana che, nonostante un contratto ancora valido fino al giugno del 2020, a fine stagione lascerà la Germani dove lavorava da ben otto stagioni. L'altro è quello di Eugenio Dalmasson, condottiero di lungo corso della Trieste che ha risalito la china dalle minors fino a tornare sul palcoscenico che conta; solo che ora sull'Alma c'è un grosso punto interrogativo, l'arresto del presidente Scavone. Potrebbero essere gli agenti che spingono per trovare una nuova sistemazione ai loro assistiti e fanno circolare la voce, visto che la panchina di Pesaro sta per liberarsi. Ma i buoni rapporti di Ario Costa con Brescia, il posto dov'è sbocciato come giocatore e dov'è tornato a lavorare come dirigente, lasciano pensare che qualche contatto potrebbe anche esserci stato. Forse non ci sarà la fila per venire ad allenare la Vuelle, ma alla fine i posti di lavoro in serie A sono pochi e, se qualche coach vuole rilanciarsi, Pesaro non è nemmeno un brutto posto dove farlo, esattamente come per i rookie americani che utilizzano da anni la Vuelle per farsi conoscere nel vecchio continente. Elisabetta Ferri