Il presidente appena rieletto guiderà il Cus fino al 2022 "Universiade, il sogno è vivo" D'Elido; "Le Atp Finals insegnano Con entusiasmo i risultati si ottengono 11 LUCIA CARETTI Organizzare un'altra Universiade. Il sogno di Riccardo D'Elicio è sempre lo stesso ed è «ancora più vivo» dopo che Torino ha conquistato le Atp Finals. «Abbiamo dimostrato che con l'entusiasmo di tutti si possono ottenere risultati» dice il presidente neoeletto. Riconfermato dopo cinque mandati consecutivi, D'Elicio, 63 anni, guiderà il Cus Torino fino al 2022. Poi vorrebbe tornare ad allenare. «Mi piacerebbe passare il testimone con la preparazione di un grande evento, farebbe crescere i nostri giovani dirigenti». Perché scommettere sul bis delle Universiadi invernali? «Sono un progetto sano, indispensabile per attirare studenti dall'estero nei nostri atenei e consolidare la vocazione universitaria di Torino. I rettori si sono già attivati, adesso dipenderà dalla sindaca e dalla città intera. Per promuovere il sistema universitario bisogna lavorare sempre tutti insieme». Com'è cambiato il Cus nei suoi vent'anni di presidenza? «Avevamo 1 miliardo di lire di debiti e 13mila mq di impianti. Oggi abbiamo un bilancio da 6 milioni di euro, in pareggio, e 220mila mq di impianti. Riceviamo solo il 30% dalle istituzioni. Siamo la polisportiva più grande d'Italia, i conti sono perfetti e stiamoriqualif i- cando i nostri impianti grazie al progetto condiviso con Compagnia di San Paolo». Prossimi cantieri? «A Grugliasco, nel nuovo polo dell'Università, il sogno si sta concretizzando: non si sono più ripetuti gli errori del campus Einaudi, ci saranno spazi per l'attività fisica e sportiva. Quelli che credo che nasceranno presto anche dentro il Politecnico. Poimi piacerebbe rifare la pista di atletica di via Panetti, e intitolarla a Nebiolo, un centro dove abbiamo 80 mila passaggi l'anno, che è fondamentale per i ragazzi di Mirafiori». Anche D'Elicio era un bambino di periferia... «Primo Nebiolo mi ha trasformato e oggi voglio restituire. Il Cus deve assomigliare a un oratorio, perché lo sport è prima di tutto socializzazione e integrazione. Me lo insegnano ogni giorno i nostri studenti stranieri». A novembre saranno passati vent'anni dalla scomparsa di Nebiolo. Come lo ricorderete? «La FISU ha scelto la nostra città per l'assemblea generale elettiva 2019. Se oggi Torino è il riferimento mondiale per lo sport universitario, è merito suo». Tra pochi giorni Livio Berruti compirà 80 anni. E' stato il più grande atleta della vostra storia? «Senza dubbio. Ricordo le medaglie che vinse alle prime Universiadi, quelle di Torino, nel '59, più ancora dell'oro olimpico a Roma. Talentuoso, gioioso, Livio è il nostro idolo perché ha dimostrato che si può fare sport di alto livello laureandosi. Era ottant'anni avanti». Oggi quel modello è possibile grazie al Progetto Agon. Le vostre borse di studio per i campioni sono una alternativa ai gruppi militari? «Sono un'opportunità. C'è in corso un'evoluzione verso il sistema americano, che non sarà mai da copiare, ma va aggiustato. Le nostre squadre di volley e rugby che passano dalla serie C alla serie A sono la prova che gli atleti che studiano sono atleti miglio-ri.Contribuiscono a far crescere l'organizzazione e avranno più opportunità di lavoro». Come si convincono i genitori a far fare sport ai figli? «Così: se tuo figlio non fa attività fisica, rischia il cancro. L'esercizio serve perla prevenzione, dobbiamo spiegalo alle famiglie». Dopo beach-volley e arrampicata, da quali discipline vi aspettate un boom? «Stiamo per aprire la sezione di Judo e gli sport femminili sono in crescita. Per il running mi aspetto meno gare, più allenamenti nei parchi». Basket: come sta vivendo il fallimento delPAuxilium? «È una sconfitta di tutti, non di Forni. Hanno costruito una struttura basata sul mecenatismo, mentre nello sport bisogna essere come i partigiani: gente che ci crede, non ha paura dei sacrifici e trova idee geniali».  © i-: N' f-SIjALCIJNIniRITTIRISERVAìl Il president del Cus Torino Riccardo D'Elido con i rettori dell' Università, Ajani, e del Politecnico, Saracco RICCARDO DELICIO PRESIDENTE CUS TORINO M Le Universiadi invernali sono un progetto sano per attirare studenti dall'estero e consolidare la vocazione universitaria di Torino Primo Nebiolo mi ha trasformato. Il Cus deve assomigliare a un oratorio, lo sport è prima di tutto socializzazione e integrazione