Davide Moretti, un ritorno da grande Il giovane è stato premiato con l'« Elite 90 Awards» Basket Usa Finalista Ncaa con la squadra di Texas Tech La frase «Non dimentico da dove sono venuto le mie radici pistoiesi le ho sempre ricordate in questi anni» Maurizio Innocenti «IN AMERICA c'è una frase che viene usata molto spesso: non ti scordare mai da dove vieni. Io le mie radici pistoiesi le ho sempre ricordate durante questi due anni in America ed è per questo che sono molto emozionato ad essere di nuovo qui». Davide Moretti, finalista Ncaa con Texas Tech e premiato con l'Elite 90 Award, che viene attribuito all'atleta collegiale che raggiunge l'apice a livello di campionato nazionale nel proprio sport e che contemporaneamente può vantare i voti più alti fra i suoi coetanei. Come mai ha scelto Pistoia e la Giorgio Tesi Group come prima tappa del suo ritorno in Italia? «Il mio percorso è iniziato qui alla Giorgio Tesi e volevo tornare per assaporare di nuovo l'ambiente familiare e di grande passione per lo sport che si respira a Pistoia e in questo posto in modo particolare». E' stata un anno ricco di soddisfazione sportive, ma anche accademiche. «Sinceramente la mia famiglia non si aspettava che venissi premiato come studente modello e neppure io, ma sono orgoglioso di aver fatto felice mio padre e mia madre è sempre bello poter rendere qualcosa a chi ha fatto tanto per te». Ha parlato di radici, quanto è stato importante questo aspetto all'inizio della sua avventura americana? «Moltissimo. Il primo periodo è stato difficile, mi mancava molto casa e rivedere le foto di Pistoia e dei bei momenti trascorsi qui mi ha aiutato a superare i momenti duri. Ho impiegato molto tempo per abituarmi a un cambiamento di vita così radicale, ma ho sempre avuto la voglia di farcela e di andare avanti. Anche in campo le cose all'inizio non sono andate benissimo, ma devo dire che la stagione passata mi è servita per costruire quella di quest'anno. Sapevo di non essere il giocatore che sta in campo sette minuti e non fa niente per la squadra e allora ho lavorato più degli altri, sono rimasti fino a tardi ad allenarmi perchè volevo farcela». C'è qualcosa dell'Italia che ha portato in America? «Innanzitutto gli ho insegnato a fare la pasta. A parte le battute, devo dire che il coach della difesa mi ha chiesto spesso cosa facevamo in Italia, che tipo di gioco e di difesa, poi il nostro tecnico ha allenato la nazionale Svizzera e conosce il basket europeo per cui c'era qualcosa di casa nostra nel gioco». L'Italia del basket è proprio anni luce indietro rispetto all'America? «C'è un aspetto che noi abbiamo ma che non sfruttiamo a sufficienza ed è quello che da noi un ragazzo uscito dalle giovanili può fare il professionista, in America o giochi in Nba o in G-League oppure la tua storia come giocatore di basket finisce. E' per questo che molti ragazzi cercano fortuna in Europa perché là è un circolo chiuso». Speriamo che per lei si possano aprire le porte dell'Nba. «E' il sogno, inutile nasconderlo. Amo l'Italia, ma dal punto di vista sportivo spero di rimanere in America più a lungo possibile». Consiglierebbe a un ragazzo di fare l'esperienza che ha fatto lei? «Assolutamente sì. In America sia a livello sportivo che accademico hai la possibilità di essere al top per cui è un consiglio che mi sento di dare quello di provarci». LA PROTESTA DEI TIFOSI «CI AVETE RUBATO I SOGNI», QUESTO IL TESTO DI UNO STRISCIONE CHE I SUPPORTER HANNO MOSTRATO SULLE TRIBUNE DELLA CURVA OMAGGIO A TAURISANO E DE MICHELIS UN MINUTO DI SILENZIO PER RICORDARE ARNALDO TAURISANO SCOMPARSO GIORNI FA E GIANNI DE MICHELIS EX PRESIDENTE DI LEGA FIGLIO D'ARTE Davide Moretti dal giugno del 2017 gioca per i Texas Tech