¦ Pesaro E' GIÀ TEMPO di rimettersi al lavoro. Per studiare un modo, trovare una via, inventarsi un'alternativa. Non si può continuare ad offrire lo stesso prodotto, con lo stesso modello, anche la prossima stagione. O meglio, si potrebbe anche, ma il rischio è grosso. Innanzitutto perché le retrocessioni raddoppiano e quindi anche i rischi di retrocedere. In seconda battuta perché i tifosi biancorossi non riescono più ad appassionarsi a stagioni del genere. Perché si lotta sempre nei bassifondi, ma non solo. Il disamore nasce dal livello tecnico offerto, che è mediocre, oltre al fatto che non si IL commento Serve una svolta per questo club riesce a costruire nulla: perché anche le perle rare pescate finiscono sempre per fare le valigie a fine anno. Un main sponsor risolverebbe alcuni problemi, ma non tutti. Alzerebbe un po' il budget, ma non risolverebbe il problema centrale: chi decide in casa Vuelle? Da chi si va quando bisogna prendere una decisione importante, ma soprattutto rapida? Se non si trova un proprietario unico, servirebbe almeno un gruppo ristretto all'interno del Consorzio, che magari metta di più sul piatto ma che possa decidere in autonomia e velocemente: che tipo di stagione fare, che obietti- vi perseguire, quanti soldi metterci, come riuscire a confermare qualcuno in cui si crede, anche se chiede l'aumento. Insomma quello che cambierebbe davvero le sorti del basket pesarese è una società decisionista e meno rinunciataria rispetto al recente passato. I conti sono a posto e va bene, la serietà pure. Quello che sta scemando è l'amore del pubblico per questo sport, la passione, l'entusiasmo, il desiderio. Bisogna tornare a divertirsi quando si va al palasport. Perché soffrire per la propria passione ci sta, ma diventare matti no. Elisabetta Ferri