BILANCIO POSITIVO CHALMERS E NON SOLO L'ARRIVO DI MARIO HA RIACCESO ¦ . --w- « - . ~. ,,- ,-,  ,  ~t-,  - r- ¦-« r i-. "i-ii ir^^N ENTUSIASMO E PASSIONE: LA STAGIONE DI VIRTUS E FORTITUDO adesso serve più continuità IL RITORNO DI DELFINO DOPO QUATTORDICI ANNI CARLOS E'RIENTRATO A «CASA» L'IMPORTANZA DI MANCINELLI Stelle Nba, leader e trofei BasketCity ora alza la voce Sorrisi Dalla promozione alla Champions League CAMPIONI In alto, da sinistra, in senso orario, Carlos Delfino (Schicchi); Pietro Aradori costretto a uscire anzitempo in occasione della gara di domenica, al PalaDozza (Ciamillo); Mario Chalmers (Ciamillo) Massimo Selleri ¦ Bologna BILANCIO POSITIVO per Basket-City. La stagione 2018/19 si chiude con un sorriso sia in casa Virtus che in casa Fortitudo, anche se le due annate hanno avuto un andamento molto diverso con la Effe che dominato la serie A2, mentre la V nera è dovuta passare da un cambio in panchina per arrivare ad alzare la Champions League. Le similitudini in questa annata si contano sulla punta delle dita e passano principalmente da due aspetti: la simpatia dei due capitani e l'essere andati a pescare da un ex Nba nel momento in cui c'è stata la necessità di andare sul mercato. Per il resto i binari sono stati diversi, partendo dal derby degli abbonati vinto dall'Aquila anche perché la Virtus è partita in ampio ritardo o dal fatto che fin dalle La svolta di Djordjevic Meno individualità, più difesa e spirito di gruppo fino al trionfo di Anversa prime battute si è capito come i biancoblù avessero un gioco di squadra vero, mentre i bianconeri erano destinati a vivere sull'individualismo di Kevin Punter e sugli isolamenti di Amath M'Baye per una pallacanestro che porta pochi frutti tanto che la prima cosa che Sasha Djordjevic ha dovuto fare arrivando in corsa è stata quella di convincere la squadra a stare dentro un sistema per evitare figuracce. ANCHE SULLA simpatia dei due capitani bisogna fare dei distinguo importanti. Pietro Aradori e Stefano Mancinelli sono amici anche in virtù dell'esperienza azzurra, ma con il Mancio nessuno ha mai messo in discussione il ruolo di capobranco, mentre nel caso Aradori, prima gli si è provato a mettere davanti Brian Qvale e poi quando ci si è accorti che della sua leadership non si poteva fare a meno ecco che si è cercato di correre ai riparti riconsegnandogli le chiavi dello spogliatoio. Troppo tardi almeno per il campionato italiano anche perché il tarlo dell'andare ognuno per conto suo si era già insediato. Nessuna delle squadra ha fatto i playoff e anche questa mancata partecipazione arriva da situazioni opposte. La Fortitudo di Antimo Martino - che dall'll al 13 luglio sarà al Worldwide Invitational di Las Vegas - li ha saltati per merito, avendo ottenuto la promozione diretta in serie A, mentre la V nera non li ha raggiunti a causa di una sconfitta rocambolesca a Brescia o perché in casa ha perso con la squadra che dal punto sportivo ha ottenuto meno vittorie in assoluto, vale a dire Pistoia. PROBABILMENTE ha ragione chi pensa che la Segafredo non fosse attrezzata per il doppio impegno, per cui alla fine la squadra ha polarizzato la sua attenzione sulla Coppa, un traguardo prestigioso e che ha dato lustro a tutta l'annata. La tranquillità di Martino Al debutto in un grande club il coach biancoblù ha mostrato tanta maturità Infine gli arrivi di Carlos Delfino e Mario Chalmers, che hanno ridato vigore a BasketCity con il loro passato in Nba. Sotto le Due Torri si è tornata a respirare l'aria di fine anni Novanta quando le due bolognesi facevano la voce grosse sul mercato intemazionale. Spessori molto diversi e nel caso di Delfino si è trattato di un ritomo dopo quindici anni di assenza, ma alla fine Bologna è tornata a sognare che in tempi più o meno rapidi la pallacanestro che conta potesse passare da qui. Di sicuro ci passerà quella di italiana con il ritomo del derby perché per il derby resta la partita con la p maiuscola essendo l'unica che ha una tradizione così radica tra due club della stessa città. I club stanno iniziando a lavorare per il futuro, mentre i tifosi vorrebbero giocarlo subito per tutto quello che comporta: coreografie, caccia al biglietto e primato cittadino. Tanta roba, a maggior ragione perché i due club giocano nello stesso impianto e la convivenza non è sempre facile. © RIPRODUZIONE RISERVATA