PLAY OFF, DOMENICA LA PRIMA A CREMONA La favola Trieste adesso sogna altri capitoli «Ai play-off per provarci con entusiasmo» La tentazione di candidarsi a mina vagante c'è, eccome. Dalmasson: «Ci metteremo tutta la nostra energia » Roberto Degrassi MI LANO. La neopromossa è arrivata ai play-off ma non ha troppa intenzione di accontentarsi. Anzi. E se l'avvertimento parte da un tipo di solito misurato nelle parole come Eugenio Dalmasson quel pensiero a candidarsi a mina vagante della post season alla Pallacanestro Trieste intriga non poco. «Abbiamo una città che ci ha spinto a questo traguardo. Adesso dobbiamo metterci tutta l'energia e l'entusiasmo che ci sono rimasti», è l'annuncio del coach. Trieste questi play-off contro Cremona vuole gustarseli e giocarseli. Con più di qualche motivo valido. Estrapolando dall'analisi postpartita del tecnico. «Ora si giocherà ogni due o tre giorni, bisognerà farsi trovare pronti ma sarà un altro genere di impegni rispetto a quelli sostenuti finora». «Accusiamo qualche problema fisico (Dragic e Fernandez, ndr) ma disponiamo di una rosa profonda e possiamo trovare alternative». «Dovremo migliorare la qualità del nostro gioco. Sappiamo di essere una squadra poco fisica, contro squadre come Brindisi o Sassari abbiamo scontato questa carenza di fronte a esterni potenti e in allenamento abbiamo provato Peric "3" da affiancare a due lunghi». E questo esperimento tecnico è un'implicita conferma di una squadra tutt'altro che appagata ma che vuole ancora alzare l'asticella. La parola play-off, ufficialmente bandita in casa Pallacanestro Trieste fino a un paio di mesi fa (ricordate? Fino a marzo inoltrato l'obiettivo era blindare la salvezza), è diventata sempre più suadente con il passare delle settimane. Una post season garantisce almeno un grande incasso e dà ottima visibilità, aspetto che di questi tempi, dovendo cercare sponsor e investitori, di sicuro non guasta. Offre la possibilità di partecipare a una coppa europea e anche questo è un eccellente richiamo per investimenti. Il basket di Trieste per mettersi in vetrina e assicurarsi un futuro più di questo non po- trebbe fare: da nepromossa a una delle prime 8, arrivando là dove hanno fallito Varese, Cantù, Brescia e Virtus Bologna, con 6500 persone all'Allianz Dome e mezzo migliaio pronto a mettersi in viaggio al seguito della squadra. L'ultima partita di campionato più che le immagini sul parquet ha regalato le immagini della tensione tra la panchina e gli spalti. Hai un bel dire «seee, la radiolina...», la scaramanzia, il si fa ma non si dice. Il tamtam degli aggiornamenti dagli altri campi, negli ultimi minuti, ha regalato uno spettacolo a parte. In fondo alla panchina le occhiate ai telefonini da parte di Ubaldini e Paoli, gli sguardi interrogativi ed eccitati di Cavaliero e Coranica, Praticò che guardava Dalmasson ma gettava un'occhiata a chi poteva aggiornarlo, Mauro che si è giocato qualche dottria sullo smartphone. Dietro la panchina, uno spicchio di tifo triestino. Lassù in curva, il manipolo più numeroso. Frenesia di quelle buone. Frenesia da play-off. Davvero una stagione da applausi per Dalmasson e i suoi. Foto Lasorte