SABATO IN REGALO IL POSTER DEL "POZ" LA DINAMO EI TIFOSI INSIEME PER UN SOGNO di MARIO CARTA Dinamo: (/dì-na-mo/) sf inv. Macchina generatrice di energia elettrica a corrente continua. Dinamo basket: come sopra, solo molto dipiù. Anzi un be' di più, come usa dalle nostre parti. La Dinamo è una macchina che non si ferma più, nei playoff a passo di carica per vigoria e concretezza e insieme a passo di danza, per leggerezza e arte. Il coach Pozzecco SEGUE DALLA PRIMA DINAMO, MACCHINA DASOGNO di MARIO CARTA Perché quando il basket si gioca in questa maniera così spensierata e insieme atletica sa tanto di arte, ed è comunque da applausi. Sedici vittorie di fila fra Europe Cup e serie A, nove vittorie consecutive nella stagione regolare del campionato, quarto posto nella griglia di partenza quando era dodicesima appena due mesi fa e stop così, ma solo perché le giornate si sono esaurite e adesso c'è la post season. Resettare tutto, dunque. Ancora. Non il "hai provato a spegnere e riaccendere?" di chi di computer non capisce niente e ci prova alla disperata che tanto a volte funziona, ma un attento lavoro di settaggio, una paziente cura dei minimi dettagli, una regolazione amorevole di ogni peso e contrappeso fisico ed emotivo. Un intervento di altissima chirurgia psicologica che tiene conto di tutte le componenti, pezzi e giocatori da aggiustare, cervelli ed entusiasmi da ripulire ma sempre conservando intatta fame di vittoria e la sempre crescente consapevolezza di un gruppo che a vincere ci ha preso gusto, e non vuole saperne di smettere. Quella del reset è un'operazione che la Dinamo ha dovuto effettuare spesso quest'anno, volente o nolente. Quando nel precampionato agli ordini di coach Enzo Esposito si erano fatti male Marco Spissu e Jaime Smith, quando all'andata a Cantù si è rotto Scott Bamforth, quando sono arrivati Tyrus McGee e Justin Carter, quando se n'è andato Vincenzo Esposito, quando è arrivato Gianmarco Pozzecco, quando Carter aveva un enorme punto di domanda fìsso, lì, come una nuvola nera a far piovere perplessità sul suo capo. E ogni volta l'intervento è stato quello giusto, prima da parte della società poi con il coach energizzante. Perché una dinamo è pur sempre una macchina delicata, e la Dinamo Basket lo è ancora di più. Ora va, vola, è decollata. Perse le prime due partite della gestione Pozzecco, sprizzate le scintille che nel primo turno della Final Eight hanno fatto intuire per primi ai giocatori di cosa potessero essere capaci se uniti, la Dinamo si è messa in moto e non ha più smesso come da sua natura di produrre energia e di trasformarla, sfruttando al meglio anche la carica che un pubblico finalmente ritrovato ora sa imprimerle, in assoluta sintonia. Arrivato il Poz, un chiaro discorso ai suoi e le vittorie. Vinta la Coppa Italia, un altro chiaro discorso del Poz ai suoi, e altre vittorie. E c'è ancora tanto da fare. C'è ancora tanto da vincere e da divertirsi, e da entusiasmare un'intera isola che sogna, di nuovo. C'è ancora tanto da lavorare e da faticare, per premiarsi. Pozzecco ora farà un altro discorso, sereno come sempre e come sempre vero. Ora ci sono i playoff e la Dinamo prima o poi si fermerà. Ma il più tardi possibile, e pronta comunque a ripartire a tutta energia. IL SEGRETO È RESETTARE I momenti eli difficoltà non sono mancati ma la società e il tecnico hanno sempre saputo reagire