Basket: a sorpresa l'Olimpia divorzia dal tecnico con un anno di anticipo L'ex vice allenatore di San Antonio firma un triennale e avrà pieni poteri Pianigiani al capolinea Milano cambia rotta e chiama il guru Messina RETROSCENA MIRCO MELLONI Dall'Armani aU'Arma-ni. 114 giugno 2005, quando affrontò da allenatore l'ultima partita in serie A, con la Benetton Treviso, Ettore Messina venne eliminato dalla prima Olimpia Milano targata Armani, ai tempi soltanto sponsor. Oggi, a 14 anni di distanza, l'ex et azzurro torna nel campionato che ha conquistato quattro volte - tre con la Virtus Bologna e una con Treviso - dopo un giro del Mondo che l'ha portato a trionfare in Europa con il Cska Mosca, a vivere il frullatore politico e mediatico del Real Madrid, a lavorare con Kobe Bryant e Gregg Popo-vich, tra Los Angeles Lakers e San Antonio, e a riassaporare la panchina della Nazionale. Un altro grande progetto A quasi 60 anni, Messina torna in Italia nella doppia veste di coach e plenipotenziario, etichettato alla maniera Nba come «President of Basketball Operations». Contratto triennale con opzione fino al 2024, con l'obiettivo di riportare Milano ai vertici continentali dopo quasi 30 anni - dalle Final Four del 1992 con Mike D'Antoni in panchina -: non a caso nel comunicato ufficiale l'Olimpia ha sottolineato le 11 Final Four delle squadre di Messina, il coach dei 28 trofei. Ribaltone inatteso Ma Milano cerca anche la continuità, dopo che il meglio della scuola italiana - Sergio Sca-riolo, Luca Banchi e Simone Pianigiani, con in più il croato Jasmin Repesa - non ha saputo evitare il crollo (con successivo divorzio) del secondo anno. E i loro tre scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe sono un magro bottino se si considerano le grandi risorse elargite da Giorgio Armani. Il braccio destro dello stilista, Pantaleo Dell'Orco, dal 1° luglio sarà presidente, sostituendo Livio Proli, i cui meriti sono indiscutibili - dal boom di pubblico al lavoro legato a marketing e sponsor che affiancano la società -, ma che troppe volte ha commesso er- rori nell'ambito sportivo. L'uscita di Proli non avrebbe dovuto portare scossoni, con la conferma di Pianigiani anche dopo ilflop del 2018-19. E invece è arrivato il ribaltone con Messina, che forse mai sarebbe approdato con Proli, dopo che una trattativa del passato si ruppe in extremis. Ad affiancare il tecnico è atteso un dirigente esperto, magari quel Claudio Crippa che come Messina era volato a San Antonio. Il sogno di diventare il primo capo allenatore europeo della Nba è svanito, e aver sol- Al nuovo coach, che dice addio al sogno di una panchina Nba, tutta l'area tecnica del club tanto sfiorato la panchina di numerose franchigie - compresi i Toronto Raptors, ora in lizza per il titolo - ha forse convinto Messina a cambiare treno. Ma riportare Milano e il basket italiano sul tetto d'Europa, lui che nel 2001 visse l'ultimo trionfo con la Virtus, vai bene l'addio alla Nba.  Ettore Messina, 59 anni, ha vinto 4 Eurolega e 4 scudetti