AILOVDISGHEIM Gianni Corsolini GIANNI CORSOLINI Impazza il mantra "della Sea Watch", reso rovente dalle temperature sahariane di questi giorni, e purtroppo, secondo me queste considerazioni pseudo politiche portano alla ripresa di un "pensiero unico" che per me è insopportabile soprattutto perchè ho vissuto dal vivo che cosa vuol dire. Meno male che stiamo riscontrando la validità di tanti camp giovanili di basket, che pullulano per la gioia dei ragazzi, per l'interesse dei genitori e per la passione comune, e che nelle nostre zone stanno confermando il legame storico con la pallacanestro che proseguono con gli stessi concetti Donne e baby belle notizie Cantù? Frisse di sempre: spazio ai giovani, particolarmente del territorio, perchè un domani possano essere valorizzati anche a livello professionistico, e non solo come panchinari di mero contorno. Si è chiuso quello di Campodolci-no, organizzato da Fabio Borghi, dove hafatto visita anche il "nano ghiacciato" Dan Peterson, con en-tusiamo di tutti i corsisti; in questi giorni comincia un camp a Chiesa Val Malenco e a Casppoggio, dove i partecipanti sono delle nostre zone, allargate anche a quelle di Desio.con organizzazione curata da Beppe Bosa; a Udine cominciano quindici giorni dedicati ai ragazzini; all'Isola del Giglio inizia un camp al quale partecipa Werther Pedrazzi, con figlie e nipoti, insomma tutta la sua tribù Inoltre proprio in questi giorni è arrivato a Reggio Calabria posto da Carlo Recalcati, Walter De Raffaele e Donigi Cappelletti. Naturalmente i locali che non hanno mai smesso di ringraziare e stimare Charlie, si danno da fare da par loro per l'antica passione che ha sempre contraddistinto quelle zone. I camp, mi premono perchè si rivolgono alla categoria dei giovanissimi, quelli insomma che dovrebbero essere protagonisti dell'autentica passione, non rovinata da altri atteggiamenti. I ragazzi e le ragazze devono impegnarsi prima verso se stessi e poi verso gli altri e verso la scelta che hanno preso per giocare, impegnandosi al massimo. Alla fine, l'eventuale passaggio o la scelta di andare nel professionismo sarà un'opzione e non un obbligo. Ma a proposito di professionisti, si è conclusa l'avventura della nazionale di calcio femminile con un'ottima figura, un coinvolgimento interessante da parte di tutti, ed il lavoro del commissario tecnico ha dimostrato non solo nei livelli atletici ma anche in quelli umani, di essere a livello superiore. Poi quando sostiene che non è giusto che loro non possano diventare professioniste, secondo me ha ragione. E veniamo alla fine alla Pallacanestro Cantù. C'è molta preoccupazione per ifondi necessari per organizzare e finire la prossima stagione, ma c'è anche tanto entusiasmo, quello tipico che ha caratterizzato la nostra storia, non solo nelle vittorie o nazionali o internazionali, ma anche negli scudetti giovanili o in talune sofferte salvezze. Fino ad ora non abbiamo mai accennato all'allenatore Cesare Pancotto. Penso di poter dire che è una scelta azzeccata, perchè è una brava persona e ovunque si è comportato bene, con la formazione messa a sua disposizione. Forse non è stato il caso, se ben ricordo, di Reggio Emilia, ma ci sono tantissime altre piazze che lo ricordano con stima. In casa mia ricordo che il reparto femminile ha sempre sostenuto "quello sì che è un bell'uomo"... Non sipuò non accennare alla campagna abbonamenti e alla presenza al Paladesio. Non ci saranno la Coppa o grandi impegni internazionale, ma c'è quello più importante di riempire il palazzetto per dimostrare una volta di più la nostra affezione, ma - lasciatemi dire - in questo caso anche il recupero delle somme che sono necessarie a portare avanti la baracca.