In alto, da sinistra, Josh Mayo, L.J. Peak, Jeremy Simmons, e il rientrante Siim Sanders Vene Sotto, da sinistra, Giancarlo Ferrerò, Nicola Natali, Matteo Tambone e Luca Gandini (fole Blitz/ rad / archivio) «Team interessante» basket Toto Bulgheroni promuove le scelte dell'OJM Toto Bulgheroni plaude all'operato dei colleghi dell'area tecnica biancorossa a quattro quinti del mercato estivo dell'Openjobmetis. Il consigliere che ha la delega alle operazioni cestistiche all'interno del CdA di piazza Monte Grappa è convinto che Varese sia riuscita finora a far fruttare al meglio le risorse disponibili. «Sono molto soddisfatto di quel che siamo riusciti ad allestire finora, tenendo sempre conto del budget a disposizione. La politica delle economie di scala sembra aver dato buoni frutti; è una scelta «Se riuscissimo a chiudere con Darius Thompson porteremmo a Varese un giocatore con qualità e potenziale di crescita» obbligata per far fruttare al meglio le risorse da investire, ma sono convinto che sia stata allestita una squadra interessante: Andrea Conti è riuscito ad ingaggiare i giocatori che il coach voleva maggiormente». E ciò è chiaramente fondamentale per un tecnico di sistema e da palestra come Caja, d'altra parte l'investimento triennale sul coach pavese evidenzia che Varese ne abbia sposato la filosofia. «Allestire una squadra adatta all' allenatore vale per tutti e non solo per Attilio; chiaro però che per lui è un asoetto fondamentale as- sieme al fatto di poter lavorare tutti fin dal primo giorno del raduno. Avremo tanti giocatori nuovi, metabolizzare in fretta il sistema di gioco del nostro allenatore dovrà darci qualche garanzia di riuscita in più. Poi lo stesso Caja ha l'esperienza e le competenze per adattare il sistema alle caratteristiche individuali dei giocatori scelti». Ora si cerca un bomber che prenda il posto di Avramovic. «Se riuscissimo a chiudere l'operazione Darius Thompson porteremmo sicuramente a Varese un buon giocatore con qualità offensive e potenziale di crescita da provare a sviluppare. L'ingaggio di elementi rodati e carismatici oltre che tecnicamente validi come Mayo e Vene ci dà le garanzie necessarie per provare a scommettere su qualche elemento emergente; l'ossatura della squadra è già formata e mi sembra solida, attendiamo gli ultimi ritocchi ma mi sembra che abbiamo operato nella maniera giusta». Quanto vale la continuità di Varese, adeguatasi negli anni ai vincoli più ristretti di Com.Te.C. e Lega Basket, alla luce dei casi Avellino e Torino? «Spero proprio che tutti possano adeguarsi entro i termini prescritti nel 2020, di modo che il campionato assuma un minimo di equità competivita in più. Poi ci sarà sempre chi spende cinque o dieci volte più di noi, ma l'importante è che si tratti di investimenti basati su disponibilità effettive. Noi andremo avanti con la nostra politica che in questi anni ci ha per- messo di garantire la continuità della Pallacanestro Varese con una gestione sana ed oculata». Mercato biancorosso dominato anche quest'anno dagli stranieri. L'Academy giovanile può dare la svolta in futuro per i prodotti italiani? «Oltre a lavorare bene e avere materiale valido servono anche fortuna e pazienza. C'è già un prospetto interessante come Virginio, ma per diventare un giocatore importante bisogna coniugare aspetto tecnico, fisico e mentale e non è detto che coincidano nella tempistica. Le ciliegie non maturano tutte il 10 giugno, ci vorrà qualche anno ma l'auspicio è che dall'Academy possano arrivare quei rinforzi italiani che oggi non possiamo permetterci, puntando su ragazzi che hanno dimostrato dedizione e impegno ma anche qualità, investendo la maggior parte del budget sugli stranieri». Giuseppe Sciascia © RIPRODUZIONE RISERVATA