Coach Lasi lancia la Virtus: "Crescita umana e fenica" Basket La Virtus programma la prossima stagione con un occhio particolare al vivaio Lasi, la ricetta per la Virtus: "Crescita umana e tecnica" Il coach: "Che gioia tornare dove avevo cominciato il percorso nelle giovanili" Ieri e oggi "Sono cambiato io in esperienza e competenza" SIENA ¦ La Virtus inizia a programmare per la prossima stagione e per il futuro. Ad occuparsi del settore giovanile è tornato quest'anno in piazzetta Don Perucatti Maurizio Lasi, che già aveva ricoperto il ruolo nel settore giovanile rossoblu più di venti anni fa. Ecco le sue prime parole della nuova avventura in rossoblu: Cosa ha provato nel tornare ad occuparsi del settore giovanile della Virtus dopo tutti questi anni? «Ho provato gioia nel tornare in una società in cui avevo iniziato un percorso di settore giovanile, che mi ha sempre dimostrato affetto e considerazione, a cominciare dal presidente Fabio Brut-tini a Simone Neri e Gabriele Voltolini, che al tempo erano giovanissimi». Quali differenze ha trovato? «Più che la Virtus, che è sicuramente cresciuta come struttura con risultati importanti, sono cambiato io in esperienza e competenza. Da capo allenatore ho raggiunto promozioni in A e in A2, dove ho allenato per tanti anni, nel femminile ho vinto scudetto, Coppa Italia, coppa di Lega e ho raggiunto due finali di Eurolega, ma soprattutto per quello che riguarda le giovanili per due anni sono stato assistente di Andrea Capobianco nella Nazionale under 16 che ha vinto il Torneo di Mann-heim e si è classificata sesta al Mondiale. Dal 1997 mi curo della formazione di tutti gli allenatori al massimo livello. Questo è il bagaglio con cui torno in questa società dove gli obiettivi da raggiungere non sono più personali ma solo per far crescere al meglio i ragazzi». Quali sono gli obiettivi da raggiungere? «I primi obiettivi sono quelli di portare un senso di appartenenza e condivisione. Appartenenza ad una società che ha già un suo carattere ed alla quale vogliamo dare una sua coerenza sul campo, condivisione su un progetto che mira a prendersi cura di tutti i ragazzi, sotto l'aspetto tecnico, fisico ma anche mentale. Vogliamo che i ragazzi tornino a casa contenti dopo un allenamento e non vedano l'ora di tornare al prossimo, che non spengano la passione alle prime difficoltà ed ai primi insuccessi personali». Come fare? « Per raggiungere questo bisogna costtuire uno staff di allenatori, assistenti, preparatori e staff medico che crescano in questo progetto e abbiano a cuore questi ragazzi. Il mio sogno è che i ragazzi in futuro ricordino questi anni con piacere, e da genitori nasferiscano questi valori ai propri figli, ma vorrei anche far crescere il talento e far raggiungere loro i massimi livelli personali. Il percorso non è così veloce, ma bisogna trovare una qualità, soprattutto dal punto di vista umano, in tutti quelli che collaborano». Quali sono questi valori? «Tra gli allenatori, in generale, esistono due categorie: ci sono alcuni che puntano agli obiettivi personali ed altri a quello di far crescere i giovani; questo può aweni- re usando i ragazzi o facendoli crescere come giocatori e come uomini: la prima categoria non può lavorare con me». G.R. lo stimali MftUBO e tutti gli Olimpionici ' Valdlsotto si congratula con MARTINA. ARIANNA, ELENA, LUCIA splendide ragazze olimpioniche illi I vallellinesi presenti a SOCHI2014 Il ritorno di Maurizio Lasi Si occupa del settore giovanile, ruolo che aveva ricoperto già venti anni fa