BASKET PROTAGONISTA DELLA PROMOZIONE «SONO PRONTO A LOTTARE IN UNA SQUADRA DOVE NESSUNO SI TIRERÀ INDIETRO: DOPO DIECI ANNI DI ASSENZA DALLA A IL PRIMO OBIETTIVO È LA SALVEZZA» «La Fortitudo è casa mia E viene prima dei soldi» Cinciarini Ha rinunciato a offerte più vantaggiose VELOCE Daniele Cinciarini, 36 anni, mentre va a canestro (Schicchi) Massimo Selleri ¦ Bologna A 36 ANNI Daniele Cinciarini ha accettato di ridursi lo stipendio pur di rimanere in Fortitudo. Si tratta di una decisione più unica che rara che chiaramente ha rinsaldato ancora di più il rapporto con l'ambiente. «Ho scelto di restare per mille ragioni, ma tra queste non c'è quella economica, ma i soldi non fanno la felicità. Tra le offerte che avevo ricevuto quella della Effe era la più bassa, però, era quella che più soddisfaceva me e la mia famiglia perché c'era tutto quello che uno può desiderare, dalla città dove si vive benissimo, dal tifo perché giocare al Pala-Dozza con il calore dell'Aquila è un qualcosa di unico e io ne ho girate tante di squadre, dalla società che ha creato un ambiente familiare. Sono tutte cose importanti per un giocatore e per la sua famiglia, tanto che puoi rinunciare a qualche soldo perché conta di più vivere meglio in una realtà che ti vuole bene. Quando sono sceso in A2 l'ho fatto solo perché volevo essere tra quelli che avrebbero riportato la Fortitudo in serie A». Il primo messaggio da trasmettere è che ranno scorso si lottava per vincere e quest'anno per salvarsi? «Torni in serie A dopo 10 anni è ovvio che i primi anni l'obiettivo deve essere quello della salvezza. Io sono pronto a lottare in una squadra dove nessuno si tirerà indietro. La società si sta muovendo in modo molto intelligente puntando su un nucleo consolidato e inserendo giocatori motivati che conoscono l'ambiente. La stagione sarà durissima, però, siamo pronti a combattere. Bisognerà lavorare sodo, ma ci sono tutte le ba- si per fare un buon campionato. Il segreto è partire subito forte». Il clima di famiglia impostato dalla società è ripetibile in serie A? «Sì. Ci sono tre veterani, io, Stefano Mancinelli e Maarty Leunen che possono spiegare benissimo la situazione ai nuovi arrivati. Rok Stipcevic è un italiano adottato che ci può dare una mano e Ed Daniel conosce già l'ambiente. Questo gruppo accoglierà gli altri elementi aiutandoli nel loro compito, vedi Matteo Fantinelli che sarà al suo primo anno di serie A. Meglio avere due nomi meno importanti ma che facciano squadra, rispetto ad un giocatore più talen-tuoso che va per i fatti suoi. Partiremo molto presto e questo ci aiuterà a fare gruppo più rapidamente». Come si immagina il derby? «E' la partita delle partite. E un incontro che farà bene a tutto il movimento essendo l'unico incontro in Italia che può competere con il calcio a livello di visibilità. Me lo immagino molto intenso e ricco di emozioni. Vincerà la squadra riuscirà a gestire meglio i sentimenti e che avrà più attributi, anche se magari l'altra sarà più forte. Sono impegni che si vincono con il carattere». Il calendario sarà fondamentale? «Più che gli avversarsi che incontri bisogna tener presente la cadenza degli impegni. Abbiamo subito tre infrasettimanali, quindi, sono partite ravvicinate dove se sei pronto puoi far bottino. La cosa fondamentale è che devi partire umile come lo siamo stati nella passata stagione. Già dal 7 agosto, quando, partiremo dovremo coltivare questa mentalità: parlare poco e dare tutto in campo». Ci racconta un aneddoto della passata stagione? «Le cene multietniche che di volta in volta vedevano uno di noi coinvolto nella preparazione. Sono stati momenti che ci hanno compattato e aiutato a trovare subito una intesa anche in campo». © RIPRODUZIONE RISERVATA