BASKET, INTERVISTA AL CT DELL'ITALIA Meo: Spissu azzurro? Può farcela Sacchetti verso i Mondiali in Cina: «Andiamo per stupire» Il et della nazionale ed ex giorno di relax nella sua casa re e l'orgoglio di cui dispo- ca con la sfacciataggine mo- coachscudettato della Dina- diAlghero: «In Cinal'Italia ci niaino. Spissu? Può farcela strata nei play off», mo, Meo Sacchetti si prepa- arriva per stupire, mettere- ad arrivare in azzurro, se gio- ra ai Mondiali con qualche mo in campo tutto il caratte- «La mìa Italia mondiale ha il carattere per stupire» Il et azzurro Meo Sacchetti si gode le vacanze nella sua casa vicino ad Alghero «Marco Spissu in azzurro? Porte aperte, soprattutto se gioca come nei playoff» di Mario Carta » SASSARI Meo Sacchetti in questo torrido luglio si rilassa nella sua Alghero. L'ha scelta come residenza, si è commosso quando gli hanno conferito la cittadinanza onoraria e adesso il legame si fa ancora più stretto. Con Sassari, dove ha allenato la Dinamo per sei stagioni e mezzo vincendo due coppe Italia, una supercoppa italiana e uno scudetto. Con la Sardegna, che ha imparato ad apprezzarlo e l'ha applaudito da Cagliali a Olbia e da Nuoro a Oristano, e sempre più con la cittadina catalana dove domenica Brian, il secondo dei suoi figli, anche lui ex Dinamo, ha sposato l'ex miss Sardegna Manuela Galistu. Il legame con l'isola per il coach di Brescia e et della nazionale italiana di basket è anche di sangue, adesso. «Ma sì - sorride Meo -, è stata una logica conclusione, questo matrimonio è l'epilogo che lega ancora di più la famiglia Sacchetti alla Sardegna. Il matrimonio in Cattedrale è stato bello ma si poteva evitare di farlo a luglio, questo caldo torrido l'abbiamo sofferto... Poi Brian e Manuela ci hanno salutati e sono andati in viaggio di nozze, sono ripartiti i parenti e io sono rimasto qui nel mio buon ritiro, un tuffo...» E fra un po' un tuffone nei mondiali in Cina. «Sì, faremo la preparazione a Trento, un paio di tornei, a Verona e poi si parte». Cosa si aspetta dal mondiale? «Intanto di iniziare e di vedere che squadra verrà fuori da una preparazione un pò ' lunga. Vedrò tutti, abbiamo a disposizione una rosa ampia ma le condizioni per far bene ci sono tutte, dobbiamo solo metterci a lavorare». C'è chi dice che già esserci arrivati, al Mondiale, è una vittoria. Ma un Meo Sacchetti non ragiona così. «No, non basta esserci arrivati, il risultato ci mancherebbe è importante ma sappiamo che ci sono tante squadre più forti di noi. La pallacanestro però ci ha insegnato che la condizione, la coesione, l'energia e lo stare bene insieme aumentano il valore di una squadra. Noi partiamo sicuramente da un gruppo di buoni giocatori, ora dovremo legare l'insieme. In tutto dovremo stare insieme per 40-50 giorni, questo aspetto sarà particolarmente importante». Nel gruppo anche gli italiano-americani, a partire da un Nicolò Melli fresco di Nba con New Orleans. «Melli arriva da una grande squadra come il Fenerbahce, Non so se ancora si possa parlare di ufficialità per lui, ma di sicuro sarà un'ulteriore motivazione per far bene». Cosa deve fare Marco Spissu per arrivare in Nazionale? «Deve giocare con la sua sfacciataggine, come negli ultimi playoff. Deve continuare a giocare come sta giocando, con orgoglio e sentimento. A volte ci vuole tempo, c'è chi in azzurro c'è arrivato a 30 anni e Spissu può crescere ancora tanto, la strada è sempre aperta per tutti». Adesso indossi nuovamente la tuta da coach e non l'abito da et. Cosa ha detto l'ultimo campionato? «Che la squadra più forte è stata eliminata e che ha aperto la strada alle altre aspiranti, che l'ha spuntata quella che per me era potenzialmente la seconda squadra più forte, Venezia, e che c'è stata la cavalcata entusiasmante di Sassari con le sue venti e più vittorie di fila ma poi alla settima partita le rotazioni superiori di Venezia hanno avuto un peso decisivo, dopo tante settimane di sfide serrate». La scorsa stagione ha anche detto che l'Italia ha vinto due coppe oltre confine, nonostante sia mancata all'appello Milano, come risultati. «Sì, Milano non ha centrato i playoff ma senza voler mancare di rispetto a tutte le altre squadre, un conto è fare le altre coppe europee e un conto è fare l'Eurolega, che si gioca su un livello molto superiore. Però aver vinto due trofei con Sassari e Bologna vuol dire che l'Italia sa vincere, e vincere in Europa non è mai facile. I detrattori poi avranno sempre qualcosa da ridire ma sono state brave e i loro successi hanno dato lustro e peso a tutto il movimento nazionale». Travis Diener resta a Cremona con lei, nel basket c'è ancora un lato romantico. «Finché riesce a stare in cam- po in una condizione fisica buona è ancora un giocatore che fa delle cose importanti, finché ne ha voglia e sta bene non c'è da discuterlo». Come vede la prossima serie A? Come vorrebbe che fosse? «L'arrivo di Messina a Milano, che già è una potenza economica, produrrà uno sbilanciamento da quella parte del tabellone. Poi bisogna vedere le altre squadre, tutto è ancora in costruzione, la stessa Sassari deve vedere chi va via e chi rimane, Brescia sta cambiando molto, Bologna non ha ancora scelto gli stranieri... poi, sarà un campionato che ritrova molte piazze storiche con Treviso, Roma e Bologna al completo, però io vedo sempre Milano come favorita». La prossima stagione si apre con la Supercoppa. Prima partita Sassari-Cremona, Pozzecco contro Sacchetti. «Ci siamo già incrociati l'anno scorso a Sassari, non è una novità ma questa volta ci sarà un trofeo in palio. Sarà un bel modo per ripartire». Meo Sacchetti insieme a Gianmarco Pozzecco. A destra, il coach della Vanoli Cremona e della nazionale con Travis Diener. In alto, Marco Spissu La famiglia Sacchetti al completo al matrimonio di Brian e Manuela w «Avere conquistato il pass per la Cina non ci basta. Siamo un buon gruppo e sappiamo che l'energia e lo stare bene insieme possono aumentare il valore di una squadra