STORIA DI UN SUPERTIFOSO SASSARESE NON VEDENTE «Amo sentire la mia Dinamo» Da 15 anni in tribuna con la moglie promossa telecronista La Dinamo non si discute, si bonamento in tribuna. Nor- cecità non mi ha impedito di naca"dimiamoglie». ama. È questa la molla che male? Non tanto perché il su- condurre una vita piena e fé- _______________________ da 15 anni spinge Gianfran- pertifoso sassarese non vede lice-racconta-e ora mi go- ¦ ZAZZARAAPAGINA31 co Cau a rinnovare il suo ab- da quando erabambino. «La do la Dinamo con la "telecro- Tra i 5mila tifosi del PalaSerradimigni non manca mai Gianfranco Cau Gianfranco e la Dinamo: la partita la vedo col cuore Il tifoso sassarese, 67 anni, ha perso del tutto la vista quando ne aveva otto «Da 15 anni non salto un match in casa. Mia moglie è la mia audioguida vivente» di Gianna Zazzara » SASSARI «Una premessa». Prego. «La cecità non mi ha impedito di condurre una vita piena e felice. Ho lavorato per 32 anni in un istituto bancario, mi sono sposato, ho un figlio che adoro». E poi? «Poi sono uno dei tifosi più accaniti della Dinamo. Da 15 anni non mi perdo una partita in casa. Anche quest'anno ho rinnovato l'abbonamento per me e per mia moglie, sono sicuro che il Poz ci riserverà delle belle sorprese». Gianfranco Cau, sassarese, ha perso completamente la vista da quando aveva otto anni, a causa di un glaucoma. Oggi, a 67, a dispetto della sua cecità, è sempre sulle gradinate del pa-lazzetto a gioire - o disperarsi -per la sua squadra del cuore. Al PalaSerradimigni il suo posto è sempre lo stesso, da 15 anni: numero 366, quinta fila, in tribuna centrale. Accanto a lui, al 367, siede la moglie Maria Rita, anche lei tifosissima («forse più di me») che gli racconta la partita («È la mia audioguida vivente»). «Il nostro è un matrimonio che funziona sotto tutti i punti di vista - scherza Gianfranco - Rita è la mia coach, forse è anche meglio di Pozzec-co». Ma come fa Gianfranco a seguire la partita? «Me lo chiedono in tanti, ma anche se non ci vedo continuo a cantale, gridare, festeggiare le vittorie della Dinamo. E ima sensazione indescrivibile quella che ti regala il palazzetto, solo al pensiero mi vengono i brividi. Seguire la partita da casa? Ma quando mai...con chi mi abbraccio quando Spissu fa canestro? Per questo vado al palazzetto, per immergermi nell'atmosfera e ascoltare i commenti di mia moglie o di chiunque altro anche cinque fila più in là. Anzi, quando il giocatore fallisce im canestro dico anche le parolacce. Non si dovrebbe, lo so, ma non resisto». Al suo fianco c'è Maria Rita, la sua speaker personale, che gli descrive le azioni sul campo cercando di sovrastare il baccano circostante. «Ma è sempre più difficile. Il più delle volte non riesco a sentire quello che Maria Rita mi racconta all'orecchio, vista la bolgia che c'è nel palazzetto. Per fortuna negli ultimi anni al- cune radio locali trasmettono la radiocronaca in diretta e io posso seguire la partita in tempo reale con le cuffiette e festeggiare nei tempi giusti. Purtroppo dall'anno scorso le radio trasmettono in streaming con un ritardo nella trasmissione e io capisco solo dal boato del palazzetto quel che è accaduto, ma non come, né per mano di chi. È frustrante. Maria Rita cerca di raccontarmi l'azione, di dirmi chi ha segnato, mi strattona per il braccio, ma io non capisco, c'è troppo baccano. E così non mi godo la partita. Mi auguro che quest'anno il club metta a disposizione un servizio di radiocronaca all'interno del palazzetto anche perché non sono l'unico tifoso che ne ha bisogno, ci so- no moltissimi ipovedenti con i miei stessi problemi». Nonostante le difficoltà Gianfranco non ha nessuna intenzione di restare a casa. «Non mi perderei il prossimo campionato per nulla al mondo. Per la verità l'anno scorso, prima che arrivasse Pozzecco, ci ho pensato: mi stavo annoiando. Poi è arrivato lui ed è cambiato tutto: al palazzetto si respira un'energia incredibile». Il momento più bello vissuto al PalaSerradimigni? «Quando ho incontrato Pozzecco. Ci siamo incrociati, lui mi ha riconosciuto e ci siamo abbracciati forte. È lui il segreto della riscossa della Dinamo, l'ho capito da quell'abbraccio. Lui la Dinamo la "vede" col cuore proprio come me». La società: «Effetto buffering? Lo stiamo studiando, provvederemo» Il disguido sol levato da Gianfranco Cau non lascia insensibile la Dinamo, che attraverso il responsabile del le relazioni esterne Luigi Peruzzu ringrazia l'abbonato per la segnalazione, prende atto di un inconveniente che riguarda anche altri tifosi e altri abbonati, e assicura che affronterà il problema. Peruzzu spiega anche da dove nasce la difficoltà. Fino all'anno scorso le radio alle quali era affidata la radiocronaca in diretta del le partite casalinghe della Dinamo trasmettevano attraverso la linea telefonica normale, e questo garantiva l'assoluta contemporaneità fra partita giocata e partita raccontata. Da un po' di tempo invece le radio per loro vantaggi tecnici diffondono le radiocronache in streaminge questo crea un ritardo (buffering) fra realtà e radiocronaca di non pochi secondi, che mette in grande difficoltà non vedenti e ipovedenti.