BASKET CARPEGNA PROSCIUTTO kk MAURIZIO CRAPANZANO «A ME PERO' LE COSE ESTEMPORANEE NON PIACCIONO, CI VUOLE COSTANZA: SE CI TIENI, VIENI E L'ETÀ' NON CONTA» Al lavoro per la rinascita della curva Tifosi Oggi i due capi storici dell'Inferno Biancorosso s'incontrano per capire se è possibile ¦ Pesaro FAR RINASCERE una curva non è uno scherzo, ma sarebbe davvero un peccato che una stagione come questa, piena di ripartenze - il main sponsor sulla maglia, i contratti pluriennali ed un veterano con un passato importante nella Nba - fosse salutato da un palasport freddino. Vero è che un tempo, prima della nascita dei gruppi organizzati, il pubblico si organizzava da solo: applaudiva, fischiava, gridava, batteva i piedi sulle tribune. Ma altra cosa è avere un gruppo che canta per 40' e coinvolge tutti gli altri. Marco Piccoli «Dobbiamo tornare a vivere la partita: stare insieme per creare, ironizzare e divertirci» Da tempo a Pesaro si cerca di sostituire quello che è stato l'Inferno Biancorosso dei tempi d'oro (foto), senza riuscirvi: i tre grup- pi che si sono susseguiti, pur con tanta buona volontà, alla fine si sono arresi, senza essere riusciti a coinvolgere la gente. Così oggi Marco Piccoli e Maurizio Crapanzano, figure storiche del vecchio Inferno, si incontreranno per confrontarsi e capire se si può tentare ancora. Chiaro che l'arrivo delle due bolognesi nelle prime due giornate casalinghe, con i loro gruppi ultras al seguito, è un pungolo che non si può ignorare. Ma non basterebbe se poi si esaurisse tutto in un mese. «L'INTENTO è di rimettere insieme le varie generazioni che sono passate da quella curva, con la voglia di divertirsi. Dobbiamo tornare a vivere la partita - è l'auspicio di Marco Piccoli, storico capo ultra dell'Ibr - che significa arrivare prima e non all'ultimo minuto per caricarsi insieme, studiare le coreografìe, inventare cori personalizzati per i giocatori, ironizzare con i tifosi ospiti, come face- vamo un tempo. Ed era impagabile. Ho riflettuto in questi giorni guardando il Palio dei Bracieri: ci sono tanti ragazzi che si spendono per prepararlo, lo vivono, stanno insieme, si divertono. Sarebbe bello che portassero quello spirito sugli spalti del palasport. La mia speranza è che a settembre la presenza a Pesaro per una settimana di Cook e Daye, insieme agli altri eroi dello scudetto, possa dare a tutti quella spinta che pensiamo di aver perduto e che invece ancora vive dentro di noi». DIECI ANNI in meno di Piccoli, Maurizio Crapanzano su quella ringhiera c'è risalito più di una volta in queste annate difficili per dare la carica, ma oggi è scettico: «Anche il mio sogno sarebbe quello di riavere una curva compatta e numerosa - sospira - ma è un percorso che è mancato in questi anni, nonostante i responsabili dei vari gruppi, poi sciolti, si siano spesi parecchio. Non si riesce a creare un seguito che abbia continuità e perseveranza, e a me le cose estemporanee non piacciono, metterci la faccia per poi dover gettare la spugna come successo due anni fa quando alla seconda di campionato a Reggio Emilia eravamo 130 e due settimane dopo in casa in 20. Ho spesso gli incubi di una curva vuota con i tifosi avversari che banchettano in casa nostra. La verità è che basterebbe tenerci, senza doversi per forza idenfiticare in modo maniacale: se ci tieni vieni, l'età non conta niente quando sei accomunato dalla stessa passione». Vedremo allora se la novità del settore A2 (ex parterre club) venduto allo stesso prezzo della curva e l'abbonamento a 100 euro per gli universitari esclusivamente in K2 porteranno benefici nel ricom- Eattare una tifoseria che ha solo isogno di ritrovare entusiasmo. Elisabetta Ferri