Pardon si presenta: «Mix di energia e fisicità» Dererk è già carico: «Qui c'è un grande entusiasmo, faremo bene» MOLTO ATTESO Dererk Pardon, 22 anni: Buscaglia punta su di lui Luca Del Bue DERERK PARDON, il nuovo Du-stin Hogue reggiano. Di 5 anni più giovane (22 anni) rispetto all'ex centro della Dolomiti Trento, ma con 5 cm in più di altezza. Maurizio Buscaglia è stato di parola quando a precisa domanda, il giorno della sua presentazione, disse che non avrebbe riportato a Reggio alcun giocatore che aveva avuto a Trento nell'ultima stagione. Va da se che il modo di interpretare il basket da parte di Busca- glia rimane quello per cui è conosciuto e i protagonisti possono cambiare, ma devono avere certe tipologie congeniali al suo modo di vedere la pallacanestro. Sicuramente Pardon è quel tipo di atleta che più si avvicina ad un tipo di giocatore che Buscaglia aveva a Trento, per l'appunto Hogue. Ad oggi Pardon è l'unico vero centro che la Grissin Bon può schierare e probabilmente lo rimarrà, perchè a parte il play che si sta cercando, l'altro profilo sem- bra corrispondere più ad un'ala pivot. Proprio come Hogue, che era di fatto l'unico vero pivot nella propria squadra, la passata stagione. Lo stesso ds Frosini, ha defini- GU obbiettivi «Devo prima ambientarmi e poi passo dopo passo crescere per dare una mano» to Pardon «un prospetto con potenzialità e caratteristiche da giocatore di alto livello». E lei come si definisce? «Un mix di energia e fisicità. E' chiaro che sono alla prima esperienza da professionista fuori dal contesto dove ho sempre vissuto, per cui sono consapevole che dovrò prima ambientarmi e poi passo dopo passo crescere». La sua reazione quando le hanno detto che c'era una squadra in Italia, la Grissin Bon, che era interessata a lei? «In Italia conosco solo Roma e Milano e ho dato subito un'occhiata a quanto era distante Reggio da queste due metropoli». Il suo modo di giocare spalle a canestro, in post basso, un po' vintage, la fa assomigliare ad un tipo di atleta di altri tempi. «Per me si tratta della normalità. E' il mio modo di stare sul parquet». Con i tiri liberi come se la cava? «Ho lavorato forte negli ultimi anni su questo aspetto del gioco e adesso non ho problemi particolari». Conosce il campionato italiano? «Direttamente no, ma ho diversi compagni di università che prima in Europa e con i quali sono in staff, ndr) che mi dà una grande di me sono usciti dal mio ateneo contatto, poi vedo che qui c'è una carica motivazionale per iniziare (Northwestern) e che sono venuti §rtande c°mmunity (iterale, rife- questa mia nuova esperienza». s ' rito ai ians, ai giornalisti, allo