INTERVISTA A SASHA GRANT, GIOIELLO DEL BASKET SARDO «Tifo Dinamo e sogno il debutto nell'Nba» «Nel cuore la Sardegna, nei sogni Eurolega e Nba» Il baby talento Sasha Grant dopo l'Europeo under 18 è tornato a Dolianova Al terzo anno nel vivaio del Bayern Monaco, andrà in ritiro con la prima squadra di Andrea Sini » SASSARI «Se un ragazzo che gioca a basket non ha il sogno di giocare in Nba, c'è qualcosa che non torna. Nel mio caso, è tutto regolare: sogno l'Eurolega, e sogno la Nba». Idee chiare, determinazione, voglia di migliorare ed emergere, e un bacio in fronte della "signora genetica", che gli ha donato mezzi fisici fuori dal comune. Sasha Mattias Grant è probabilmente la gemma più preziosa tra le nuove leve dello sport sardo. Diciassette anni (è nato a Cagliari nel febbraio 2002), mamma di Dolianova e papà jamai-cano, alla terza stagione nel vivaio del Bayern Monaco, sta per affacciarsi alla prima squadra, con la quale dalla prossima settimana svolgerà il ritiro precam- pionato. Un sardo in Baviera. «Vivo lontano da casa ormai da tre anni -racconta Sasha Grant -. Dopo Jolly Dolianova ed Esperia Cagliari sono stato per un anno in prestito a Reggio Emilia, poi ho fatto la scelta di trasferirmi in Germania. Con me ce mia madre, mentre mio padre viene a trovarci quando è possibile. Sono fortunato ad avere genitori come loro. A Monaco mi alleno, studio in una scuola internazionale e l'ultimo anno ho giocato sia con la formazione Under 19, con la quale abbiamo vinto il titolo nazionale, sia con la squadra ProB, con la quale il mio mi-nutaggio è cresciuto rispetto al primo anno». E la Dinamo? Da Sassari negli scorsi anni sono arrivate diverse chiamate, ma non se n'è fatto niente. «La Dinamo mi aveva cercato, certo, sono un suo tifoso da quando gioco a basket e ho diversi amici che giocano nel vivaio. Quando ha vinto la finale di coppa in Germania è stata una bella soddisfazione anche per me. Sarei rimasto volentieri in Sardegna, ma per crescere avevo necessità di confrontarmi con campionati giovanili più competitivi». Un giocatore moderno. Quasi due metri d'altezza e un ball handling da "piccolo". Quale sarà il ruolo definitivo di Grant? «Sto giocando come guardia e ala piccola, ma con l'Under 19 mi è capitato anche di giocare da play. All'inizio ho avuto un po' di difficoltà, ma poi ho trovato sempre più sicurezza e portare palla mi ha aiutato molto anche per gli altri ruoli, e parlo anche di lettura del gioco. Ho iniziato a giocare come "cinque", oggi mi considero un "tre", ma in futuro vorrei essere in grado di difendere dall'uno al quattro, vorrei diventare un giocatore universale, come un po' richiede il basket moderno». Un tuffo nell'azzurro. Ormai da cinque anni nel giro delle nazionali giovanili, Grant ha appena concluso il suo quarto campionato europeo, in Grecia, giocando quasi sempre fuori età, ovvero con compagni e avversari più grandi di lui. Lo scorso anno è stato il miglior marcatore dell'Europeo under 16, con 19,3 punti di media. «Vestire la maglia dell'Italia per me è un grande onore. Ho ereditato da mio nonno la passione per la nazionale e spero di potere arrivare un giorno nella selezione maggiore». La Datome connection. Gigi Dato me lo conosce, lo stima, gli da qualche consiglio. Roberto Datome, cugino di Gigi, che fa il americani. Da quel momento in poi diversi college hanno messo gli occhi su di lui. «Sì, dopo il camp negli Usa ha iniziato ad aprirsi questa opportunità. È un'opportunità che non escludo, ma intanto devo lavorare ancora tutta questa stagione e in un anno molte cose possono cambiare. Ne riparleremo più avanti». Piedi per terra. A17 anni e mezzo Sasha Grant parla perfettamente tre lingue (italiano e inglese madrelingua, e il tedesco), studia lo spagnolo e frequenta una prestigiosa scuola internazionale. «Studiare mi piace, sarebbe bello un giorno lavorare nel mondo degli affari o della finanza. Intanto però sono giovane, amo il basket, sogno di giocare in Eurolega e in Nba, proprio come ogni ragazzo della LeBron James è il mio idolo assoluto, ma ho la fortuna di essere amico di Gigi Datome, una grande persona che rappresenta al meglio la nostra isola Sasha con Nick Melli e Gigi Datome per l'immagine della Sardegna». Idoli in carne e ossa. «LeBron la - Tifo Dinamo daquando gioco a basket, ma ho scelto di andare fuori per trovare campionati giovanili di livello più alto per poter crescere mes è in cima alla classifica dei miei idoli - rivela Sasha -, ha fatto grandissime cose e per me rappresenta una grande fonte di ispirazione. Ma ci sono tante storie di giocatori che mi affascinano: penso a Isaiah Thomas, che venne fuori come ultimissima scelta del Draft e poi riuscì ad affermarsi come un grande giocatore in Nba. E poi c'è Sasha Djordjevic (attuale coach della Virtus Bologna, ndr), che ho avuto modo di conoscere al mio primo anno al Bayern quando lui allenava la prima squadra. Lia un grande carisma, sa parlare tante lingue e ha una grande propensione a insegnare». Un sogno chiamato Usa. A giugno il baby talento di Dolianova è volato negli Stati Uniti per prendere parte al prestigioso Mi sento una guardia, ma lavoro per diventare un giocatore moderno e completo l college Usa? Hanno iniziato a contattarmi, ma non ho nessuna fretta ToplOO Camp di Charlottesvil-le, selezionato dalla National Basketball Players Association come uno dei 6 talenti mondiali insieme ai migliori 94 prospetti mia età. E so di dover migliorare tanto. Da questo punto di vista l'esperienza di Charlottesville mi ha fatto capire molto. Devo lavorare duro, ma i sogni non sono gratis, per inseguirli bisogna faticare. Ma sudare non è un problema: sono qui per questo». BASKET » IL PERSONAGGIO Sasha Grant, giovane talento in forza al Bayern Monaco, cresciuto in Sardegna da madre di Dolianova e padre jamaicano