L'ANALISI Il paracadute dei soci forti A caccia di soluzioni alternative Rosario Rasizza e Gianfranco Ponti (Blitz) di GIUSEPPE SCIASCIA 0 entrano forze fresche osi tagliano (ulteriormente) i costi. Le parole di Giuseppe Boggio non lasciano spazio ad interpretazioni, e permettono di chiarire una volta per tutte quale sarà il vantaggio dell'eventuale aumento degli azionisti con l'ingresso nel capitale dei più volte invocati soci forti. Il problema non riguarda la necessità di risorse nuove: Rosario Ra-sizzae Gianfranco Ponti hanno giàcontribuito econtribuiranno ancora - sotto forma di sponsorizzazioni dirette o extra tramite Orgoglio Varese e sgravando la Pali.Varese dai costi dell'attività giovanile interamente in carico all'Academy - al raggiungimento dei circa4,4 milioni di euro con cui il club di piazza Monte Grappa svolge la sua attività stagionale. E proprio grazie ai loro sforzi che la società biancorossa, dopo il bagno di sangue della stagione 2016/17 (squadra da un milione netto e partecipazione alla Cham-pions League, salvezzacon l'aggiuntadi Dom Johnson e il cambio Moretti-Caja per una perdita di quasi un milione di euro sui 4.9 di budget), ha potuto alzare leggermente l'asticella dopo il taglio netto del 2017/18 - oltre il 15% del budget e più del 20% sul netto squadra -riavvicinandosi a quota 900mila euro di monte stipendi. Il vero problema del consorzio riguarda le perdite, che negli ultimi 6 anni hanno superato i 2,5 milioni di euro complessivi: e siccome Varese nel Cuore è proprietario unico - il Trust detiene il 5% delle quote ma non ha obbligo di ripiana-mento - a garanti re le coperture dei passivi di varia natura ed entità sono stati pri nci-palmente i soci (non senza sforzi extra di altre figure chiave della galassia biancorossa). Oltre alla quota iniziale prevista dal contratto di inizio stagione, i consorziati hanno dovuto ripetutamente intervenire con apporti non previsti al termine della stagione; per questo ora chiedono a gran voce l'arrivo di figure esterne con cui dividere il fardello, evitando ulteriori e sfibranti sforzi per garantire con sempre più fatica la prosecuzione dell'attività della Pallacanestro Varese. Da ormai due anni la società ha avviato una faticosa operadiriduzionedei costi, cheAndrea Conti sta portando avanti anche con interventi dolorosi (tre licenziamenti negli ultimi 10 mesi). Una rotta che ha ridotto le perdite d'esercizio delle ultime due stagioni sportive, ma che anche sommate agli apporti extra garantiti da Orgoglio Varese e Ponti non è ancora sufficiente a garantire l'equilibrio del bilancio. Certamente si proseguirà nella direzione della razionalizzazione della struttura della società, compreso iltrasferimento ormai imminentedellasede. Masolo con l'ingresso di nuovi soci forti come paracadute necessario alle coperture di spesa si potrà mantenere - o auspicabilmente aumentare - l'attuale livello di investimenti sul mercato. Altrimenti il dimagrimento coinvolgerà fisiologicamente anche il monte stipendi, e di conseguenza le ambizioni della squadra.