Basket Coach Michelini «Virtus e Fortitudo a vincere il derby sarà Bologna» BASKET SERIE A IL COACH E COMMENTATORE TV «LE DUE SQUADRE SONO ACCOMUNATE DA UNA REGIA TUTTA BALCANICA: DA UNA PARTE I SERBI MARKOVIC E TEODOSIC. DALL'ALTRA IL CROATO STIPCEVIC» «Virtus e Fortitudo, il derby lo vince Bologna» Michelini «E' tornato ed è il successo più importante» Massimo Selleri ¦ Bologna DI RITORNO da un clinic internazionale a Valencia, il confermatis-simo commentatore tecnico della Rai coach Stefano Michelini fa la radiografìa a Virtus e Fortitudo. «Ci sono due cose - spiega l'allenatore bolognese - che non nel valore ma nell'idea, accomunano le due squadre. La prima è la regia balcanica, da una parte Rok Stip-cevic e dall'altra due giocatori straordinari come Stefan Marko-vic e Milos Teodosic. Seppure su livelli diversi sono tre giocatori di grande personalità, esperienza e carattere. Poi, sebbene Sasha Djor-djevic e Antimo Martino siano due tecnici di estrazione completamente diversa, hanno scelto di avere tre piani strategici diversi. Il primo è il quintetto tradizionale con i ruoli rispettati, il secondo vede un quintetto piccolo, spostando l'ala piccola nella posizione di ala forte, terza giocando con due centri possono essere molto atipici e lì sfida sarà aprire l'area senza utilizzare il tiro da tre punti». Quali saranno i rispettivi leader? Grande entusiasmo «Una bella novità è il team femminile: invito ad andarlo a vedere, è un bell'esempio» «Markovic-Teodosic è una coppia che si conosce a memoria. Faccio prima il nome di Markovic perché nella nazionale serba ha sempre assistito Teodosic nei suoi momenti top e lo ha altrettanto soste- nuto quando aveva bisogno di giocare come guardia. Kyle Weems è un giocatore intrigante perché è totale e completo, mentre Frank Ganies è un giocatore che a Cantù ha fatto bene partendo subito a mille. Dall'altra parte la leadership è diffusa. Maarty Leunen è uno stratega, mentre Stiptevic è molto più istintivo. Con Pietro Aradori hanno il giocatore necessario per uscire dai momenti di difficoltà». Dove si fissa la quota salvezza per la Fortitudo? «L'anno scorso sono rimaste fuori dai playoff squadre che avevano più del 50% di vittorie, cosa che negli altri campionati europei non succede. Una realtà così equilibrata ti costringe a crescere in fretta e non è un caso che nella pas- sata stagione Virtus e Sassari abbiano portato a casa una coppa europea. Questo significa che per evitare la seconda retrocessione bisogna arrivare al 35-40% di vittorie». L'assenza di Djordjevic durante la preparazione peserà sul rendimento? «In teoria si, in pratica va verificato. Ad esempio l'anno scorso Meo Sacchetti saltò tutta la preparazione con Cremona che, tra l'altro, aveva 4 esordienti nel nostro campionato eppure risultò la squadra sorpresa. Certo non faceva le coppe, ma la Virtus ha obiettivi di lungo periodo come arrivare in finale di Eurocup ed essere tra i primi 4 club della A e questo consente una maggior margine di lavoro». Chi vincerà il derby? «Bologna. Primo perché è tornato, secondo perché l'ad virtussino Luca Baraldi lo porterà in Fiera, in una delle eccellenze della città. Come dice Neruda, questa «fervente attesa» per il derby non si consuma in dieci giorni, ma interessa tutta la stagione sportiva. I tortellini in brodo e il derby non si toccano nella loro tradizione». Tra le novità di questa stagione c'è anche la virtus Donne. Cosa ne pensa? «Sono molto felice di questa cosa. Allenare le donne è bellissimo, come ho sperimentato nei 4 anni alla Reyer. Invito tutti ad andare a vedere queste ragazze perché hanno costruito una squadra con una identità fortissima. Saranno le ambasciatrici della mentalità giusta e un esempio per i giovani e per le giovani che giocano a pallacanestro». © RIPRODUZIONE RISERVATA ESPERTO Stefano Michelini durante la partita della passata stagione della Virtus Segafredo a Sassari (Gamillo)