«lo suggerisco i giocatori da evitare» Grissin Bon Bobo Breveglieri spiega i compiti di scout: «Bisogna scremare tra centinaia di nomi» AL LAVORO Bobo Breveglieri, a sinistra, insieme ai vice coach Di Paolo e Fucà. A fianco Josh Owens Gabriele Gallo ROBERTO Breveglieri, per tutti Bobo, la Pallacanestro Reggiana l'aveva conosciuta già a metà degli anni duemila, quando fu vice di Max Menetti, affiancandolo nel generoso tentativo di evitare la retrocessione in Legadue. Poi fedele scudiero per diversi anni di Stefano Pillastrini in Forti-tudo, la Grissin Bon ha voluto in- «Owens è un uomo vero» «Si inserirà benissimo nel contesto di squadra: lui e Pardon si completano» serirlo nei ranghi, come responsabile scouting, con l'idea di sfruttare la sua vastissima conoscenza di giocatori di tutto il globo. Breveglieri, con l'arrivo di Owens manca un solo tassello al mercato reggiano. Sarà GalMekel? «E' uno dei giocatori di cui si parla, tra tutti quelli che abbiamo valutato. Considerate che stiamo ancora scegliendo il profilo adatto a completare ed integrare al meglio il roster sinora allestito». Che sabato ha visto arricchirsi con un ottimo nome: Josh Owens. Ce lo descriva col suo allenato occhio di scout... «E' prima di tutto un Uomo. Una di quelle persone che si inseriscono benissimo nel contesto di squadra che lo staff sta costruendo. Grande lavoratore, ottimo rimbal-zista, grandissimo atleta, giocatore dinamico e da corsa. Lui e De-rerk Pardon hanno caratteristiche tecniche leggermente diverse, per questo si completano bene. Un po' come ai tempi della Forti-tudo avevamo un playmaker di su-pertalento come Djordjevic, cui era pronto a subentrare, quando serviva, un ragioniere come Bla- si». Quanto di Roberto Breveglieri (fortemente voluto dal management che ha più volte sottolineato come nella società mancasse una figura come la sua) c'è nella campagna acquisti di queste settimane? «Si pesca in tutto il mondo» «Ormai si trovano atleti adatti in ogni luogo: nord Europa e Asia sono in grande crescita» «Semplicemente il mio lavoro: conosco giocatori, per ogni ruolo ne suggerisco alcuni allo staff, che poi compie le scelte. Può sembrare un paradosso ma la prima azione di uno scout è quella di suggerire ai tecnici e al direttore sportivo chi non prendere, tra le centinaia di nomi che arrivano dai tanti procuratori. Fatta questa prima scrematura si passa a ulteriori selezioni». Impressioni dopo i suoi primi mesi in biancorosso? «Ottime, ma non avevo dubbi considerando che qui c'ero già stato, la realtà la conoscevo e negli anni ho mantenuto buoni rapporti con tutti. Sono quindi estremamente onorato di essere stato richiamato». Terminato il mercato cosa farà durante la stagione? «Scoutizzerò giocatori, ogni giorno visionerò tante partite, affinchè in caso di bisogno possa essere subito pronto a fornire alla dirigenza qualche nome utile: sia che questo possa avvenire durante il campionato o in previsione del prossimo». Quali sono, oggi, le realtà nel mondo dove e possibile scovare potenziali grandi giocatori fuori dalle rotte classiche? «Con la globalizzazione del gioco, ed escludendo magari la Cina dove ci vanno soprattutto ex Nba attratti dai soldi che là circolano, in ogni luogo si può trovare l'atleta adatto. Sono in grande crescita Asia e Nord Europa, ma alla fine la differenza la fa la conoscenza complessiva. Nello staff bianco-rosso, per dire, si mettono in comune le informazioni, e magari il sottoscritto approfondisce la conoscenza di un nome suggerito da altri. Reggio poi può contare su Fro-sini, che fornisce anche una valutazione con l'occhio dell'ex giocatore. Una possibilità che non tutti hanno». © RIPRODUZIONE RISERVATA