Eugenio Dalmasson con Derek Cooke, uno dei due nuovi lunghi Usa Foto Bruni Cooke si presenta ai tifosi: «Mi piace vivere oltre il ferro e pensare alla squadra» Lorenzo Gatto TRIESTE. «Sono Derek Cooke, mi piace vivere oltre il ferro». Faccia simpatica, idee chiare, la capacità di comunicare con un sorriso la sua gioia di essere arrivato in Italia e la sua voglia di cominciare questa nuova avventura europea. Sarà il centro di Trieste, sarà l'uomo chiamato a sostituire Will Mosley nel cuore dei tifosi e nelle gerarchie di una squadra che anche sulla sua voglia di volare giocando ad alta quota farà affidamento per andare a canestro. Per il momento e in attesa di vederlo in campo nelle prime amichevoli in programma a Cervignano contro Skrljevo e Treviso, bastano le sue parole. «Sono un giocatore atletico, versatile che cerca sempre di pensare alla squadra prima che a se stesso. Non guardo ai numeri e alle statistiche, la cosa die più mi interessa e cercare di essere utile ai compagni». Caratteristiche che fanno di Cooke un elemento perfetto per il tipo di gioco di Trieste. Non ha ancora parlato con coach Eugenio Dalmasson circa quello che sarà il suo ruolo in campo ma della sua nuova squadra ha conosciuto i compagni e ha già colto quello che da anni è l'elemento distintivo che caratterizza il gruppo. Essere una famiglia. «Lo spirito è buono, il clima è senza dubbio amichevole ho notato che tutti fanno il possibile per facilitare l'inserimento dei nuovi arrivati. È una cosa importan- te». In questi primi giorni triestini ha cominciato a scoprire la città. Vive in via Trenta Ottobre in quella che fu la casa prima di Bowers poi di Knox ed essendo in pieno centro sta cominciando a farsi conoscere dai suoi nuovi tifosi. «Che mi riconoscono e mi salutano, mi piace molto questa cosa - sottolinea Derek Cooke - Quando ho deciso di firmare per Trieste ho cercato in internet un po' di immagini e ho visto alcune delle partite nell'anno della promozione in serie A. La cosa che mi ha colpito è stato tutto ciò che circonda la squadra. Grande tifo e calore: sarà bello giocare in un palazzetto pieno di entusiasmo». Trieste come trampolino di lancio ideale per la carriera: da qui Javonte Green è partito nel suo viaggio verso l'Nba firmando con i Boston Celtics, da qui può ripartire la marcia di un giocatore che alle soglie dei 28 anni (li compirà il prossimo 23 agosto in campo contro Treviso) ha girato il mondo toccando la Grecia per arrivare fino in Australia e tornare negli Stati Uniti. «Ho accettato Trieste con questo spirito - conferma Cooke - cercare di imparare e migliorarmi per avere nuove opportunità. Non sento la pressione di dover cercare l'Nba a ogni costo, darò il massimo sempre e comunque e se la carriera mi porterà a giocare in Europa sarà felice allo stesso modo». In attesa di capire come verrà utilizzato, Cooke non nasconde il suo feeling con il ruolo di ala forte. «Mi piace giostrare da numero 4, è vero - conclude Derek - ma non ho problemi a giocare più vicino a canestro. Come ho già detto mi interessa giocare per i compagni cercando di rendermi utile e dare il massimo per le necessità della squadra».