BASKET Cela Vanoli per Varese Nuovo impegno per l'Openjobme-tis che questa sera a Pavia (ore 20) sfida Cremona nel Memorial Di Bella. Openjobmetis, antenne drizzate Il sistema funziona solo se le energie sono al 100 per cento L'Openjobmetis si interroga sul doppio passo indietro del Memorial Bertolaz-zi chiedendo risposte al nuovo trittico di antipasti di serie A a partire dal match di stasera contro Cremona. Dal vigore e dall'intensità sprizzate a Bormio contro Galatasaray, Efes ed Eni-sey agli affanni ed alle idee annebbiate della due giorni di Panna, dove la difesa di Brescia - poi trionfatrice contro la Virtus Bologna - e la verve di Cantù hanno messo a nudo le poche energie messe in campo da Varese. Non è un problema di volontà, perché il grappo biancorosso in allenamento spinge sempre forte sull'acceleratore: la versione stanca e poco lucida dell'OJM vista a Parma ha destato qualche preoccupazione, ma Andrea Conti invita alla calma. «La base è ottima, perché il gruppo è composto da gente che lavora tanto e bene; poi però bisogna portare i frutti alla partita - afferma il g.m. biancorosso -. Due prove sottotono sul piano fisico e mentale lasciano qualche ombra, ma a questo punto della preparazione può accadere». Ma che cosa è successo fra Bormio e Parma? Sicuramente il gruppo ha accusato un pizzico di stanchezza, dovuta in parte ai carichi di lavoro; c'è poi da rilevare che i test internazionali contro rivali più stazzate ma meno agih hanno messo meno in difficoltà l'O-JM rispetto a sfide contro avversarie più vigorose che potenti come Brescia e Cantù, team che hanno saputo mettere in difficoltà sul piano atletico la truppa di Caja. Inoltre, almeno fino alla finalina del "Berto-lazzi" il vuoto aperto dall' assenza di Jason Clark ha evidenziato la necessità di un supporto in regia e un'alternativa balistica a Mayo: il promettente impatto di Jakovics contro l'Acqua S.Bernardo ha alzato i giri deh' attacco dopo gli stiiminziti 57 punti concessi dalla Leonessa, peccato per l'infortunio del leader biancorosso che lo terrà ai box fino all'ultimo test di venerdì 20 contro la Sam Massagno. Il nocciolo del problema è legato a due fattori: la nuova Varese è ancora in fase di messa a punto deh'intesa fra 7 giocatori nuovi e gli acciacchi vari - prima Tepic, poi Clark, ora Mayo - stanno rallentando quel processo di integrazione che Caja auspicava rapido. Inoltre, la sensazione è che la squadra sia più preoccupata di eseguire per metabolizzare il sistema offensivo che di attaccare con intraprendenza. Tra gambe e testa pesante si corre poco, dunque il potenziale fisico e atletico di Peak è ancora largamente inesplorato. Mentre a difesa schierata, senza Clark che dovrebbe essere l'incursore in grado di attaccare il ferro, si vive e si muore di triple se come accaduto contro la Leonessa non si riesce a capitalizzare un vantaggio fisico dentro l'area nei cambi difensivi. C'è da preoccuparsi? Per ora no, se lavoro e tempo daranno una mano ad una OJM che ha già dimostrato una cosa ben chiara: come le precedenti versioni della Varese di Caja, il sistema funziona se le energie sono al 100 per cento (che il fattore Masnago può amplificare fino al 110); altrimenti un team senza stelle e con pochi atleti può faticare contro chiunque. Giuseppe Sciascia BRIPRODUZIONERISERVATA Varese s'interroga dopo il doppio scivolone: se non si è al top, senza stelle si rischia di faticare contro chiunque La truppa di Attilio Caja ha sicuramente accusato anche la stanchezza dovuta ai carichi di lavoro (foto antz)