BASKET CARPEGNA PROSCIUTTO «LA CHIMICA E' LA BASE DELLE STAGIONI RIUSCITE E NOI NE ABBIAMO: COACH PEREGO CI TIENE TUTTI SULLA CORDA, E' UN BUON MOTIVATORE. LA MIA ARMA? LA VERSATILITÀ» -. A «La mia responsabilità di capitano sarà essere d'esempio ogni giorno» Zach Thomas «Ogni paese ha il suo stile di gioco, ho capito cosa serve qui» ¦ Pesaro IL MAGGIOR FOSFORO di solito sta nel cervello del regista, quello che deve orchestrare tutto perché la squadra viaggi al giusto ritmo. La sensazione è che quest'anno ce ne sarà parecchio anche dalle parti dell'ala forte. Non solo perché Zach Thomas vanta una laurea in ingegneria, il che sarebbe già una garanzia di intelligenza, ma perché si vede che il suo sguardo è sempre attento, in campo e fuori, pronto a cogliere le sfumature che lo aiuteranno ad integrarsi più velocemente. Anche per questo, probabilmente, la Vuelle gli ha consegnato la fascia di capitano. «Ed io sono onorato e felice di questa responsabilità che il club mi ha dato - dice Zach, presentato ieri all'Iper Conad -. Sono stato capitano nei miei ultimi due anni al college, quindi penso di sapere cosa sia basilare: per me significa portare ogni giorno la propria leadership all'interno di un gruppo, dare l'esempio ed essere consistente, in allenamento e in parti- ta, perché i compagni guardano a te. Mussini mi sta aiutando con l'italiano, che ancora non parlo, Lydeka con la sua esperienza di veterano a dire la cosa giusta in ogni situazione». Un gruppo nel quale il 23enne del Maryland si è sentito subito a suo agio: «Se è vero che le buone annate nascono dalla chimica azzeccata, direi che da questo punto di vista ci siamo». Le sue qualità versatili saranno di grande aiuto sotto questo profilo: «Mi definirei un 4-3 e questa è sempre stata la mia arma per farmi valere: come n.4 forse sono un undersize, ma mi aggiusto con la mobilità ed esco a tirare da fuori mentre come ala piccola sono decisamente alto e allora posso andare spalle a canestro se mi marca uno più piccolo. Amo tirare da tre, mi piace lottare a rimbalzo e penso di avere una buona visione di gioco per valorizzare i compagni». FORGIATO mentalmente al liceo («il mio coach dell'high-school è stato quello che mi ha fatto credere che il basket poteva diventare una professione per me»), dopo il college ha capito la differenza con il professionismo: «E' alla Sum-mer League e poi in Belgio che ho capito quali sono i miei punti deboli, sui quali non posso perdere un giorno per migliorare». Dalla prima annata europea ha già tratto validi insegnamenti. «Credo che ogni nazione abbia uno stile di gioco e dopo alcune amichevoli in Italia penso di aver capito come si gioca qui e cosa serve per emergere. Non vedo l'ora di giocare il prossimo torneo per aumentare le informazioni». Così come Pe-rego ha il suo di stile, che secondo Thomas è perfetto per questa Vuelle: «La sua priorità è motivazionale: Federico ci tiene sulla corda, parla molto e rispiega spesso le cose perché sa che i giovani ne hanno bisogno, ma riconosce il nostro talento e lo sottolinea. Direi un ottimo motivatore». Elisabetta Ferri