Quanti scudetti "triestini' nella storia dell'Olimpia e sul parquet del Palalido Roberto Degrassi TRI ESTE. No, non sarà mai una partita come le altre. Tra Milano e Trieste nel basket il rapporto storicamente è stato quello della calamita della metropoli che ha portato in Lombardia pezzi del basket triestino. C'è, del resto, molto di triestino anche nella nascita stessa dell'Olimpia Milano. Adolfo Bogoncelli, imprenditore trevigiano di nascita ma con Trieste nel cuore, nel 1936 fondò la Triestina Milano, chiamando otto giocatori triestini. La Triestina Milano da sola camminò poco ma quando Bogoncelli rilevò il titolo della Borletti quella divenne labase dell'Olimpia. Fu Bogoncelli a investire sul triestino Cesare Rubini. Prima come giocatore e poi come allenatore. Ne venne ri- pagato con nove scudetti e una Coppa dei Campioni. Era nato a Spalato Romeo Romanutti ma cestisticamen-te triestino: Lega Nazionale e Sgt. Poi, la Borletti per sette stagioni. Trieste-Milano con biglietto di sola andata anche per Gianfranco Pieri, play di classe immensa, azzurro ai Giochi diRoma 1960. Aconvincere i dirigenti milanesi fu una partita monstre del giovanissimo Pieri, allora alla Sgt, proprio contro l'Olimpia. E il ragazzino in Lombardia divenne il "Professore", per sapienza cestistica e quei seriosi occhiali che indossava anche in campo. Esordio con la Ginnastica Triestina e poi la consacrazione a Milano è stato il copione anche per Giulio Iellini, 11 anni con le scarpette rosse scanditi da quattro scudetti e una Coppa dei Campioni. Nel pas- saggio tra Trieste e Milano, invece, Renzo Vecchiato ci ha messo in mezzo la parentesi alla Stella AzzurraRoma. Ma il passaggio Trieste-Milano che i tifosi biancorossi ricordano più nitidamente e con i sentimenti più forti è stato il trasloco della Stefanel reduce dalla semifinale scudetto e dalla finale persa in Coppa Korac con il Paok. Une smantellamento voluto da Be-pi Stefanel che dopo due stagioni vide il titolo tricolore ritornare all'ombra della Madonnina. Ma era stato costruito in buona parte a Chiarbola da Tanjevic e i suoi ragazzi nei campionati precedenti. Al Palalido, in particolare, i giocatori venuti da Trieste hanno scritto la storia del basket di Milano. Sarebbe belle per un giorno capovolgere la storia con un capitolo a sorpresa. Sognare non costa niente.  L'AMARCORD Giulio Iellini, triestino che ha fatto grande l'Olimpia Milano, con uno storico Usa delle scarpette rosse, Art Kenney