BASKET CARPEGNA PROSCIUTTO VESTIRÀ' LA MAGLIA N.13 «PER ME PORTA FORTUNA» SUI COMPAGNI: «SONO PIENI DI ENERGIA E VOGLIA: PORTO LA MIA ESPERIENZA, MA MI SENTO COME LORO» «Italia, finalmente eccomi da te» Chapman II nuovo pivot racconta la sua storia: «Ho iniziato a Lugano, il mio desiderio era giocare qui» GIGANTI II nuovo centro, Clint Chapman, con il presidente Ario Costa ¦ Pesaro «IL MIO PRIMO anno fuori dal college è stato a Lugano, nel Can-ton Ticino. Avevo l'Italia ad un passo, ma son dovuti passare anni prima che ci arrivassi. Per questo oggi sono davvero felice, è sempre stata la lega dove volevo giocare». Invece la carriera di Clint Chapman, il nuovo pivot della Carpe-gna Prosciutto presentato ieri alla Biblioteca Bobbato dell'Ipercoop, ha preso altre strade. «Ho speso quattro anni in Giappone, un paese super organizzato dove si vive bene e il campionato è molto professionale, poiché i giapponesi sono precisi - sorride -. Chiaro, il basket europeo è decisamente di un livello più alto, per questo due estati fa ho cambiato agente con l'obiettivo di tornare qui, approdando in Germania, dove la competizione è ottima. Però ho cambiato troppe squadre, ora voglio stabilità». Ha fatto penare la Vuelle, che lo aveva contattato molto prima della firma arrivata a fine settembre: «La proposta mi piaceva sin dall'inizio, non ho detto subito sì solo perché era mio desiderio fare le coppe, questo è l'unico motivo per cui vi ho fatto aspettare». Ma adesso è molto determinato a farsi apprezzare: «Forse da qui non ve ne rendete molto conto, ma - spiega - Pesaro è sotto i riflettori di tutti i media specializzati internazionali a causa dei due giovani seguiti dagli scout Nba. E questo rappresenta uno stimolo per tutti a fare bene, sapendo di avere addosso tante attenzioni anche come squadra». DOPO il primo allenamento con i nuovi compagni, ieri mattina, e un approfondito colloquio con il coach, Chapman è ancor più consapevole di cosa serve qui: «Sento delle similitudini con la squadra di Vechta dove ho concluso la stagione in Germania: era una squadra altrettanto giovane, piena di energia e voglia di emergere - racconta -, partita fra le difficoltà è stata capace di arrivare ad un passo dalle semifinali battendo squadre che facevano l'Eurolega. Sono contento di essere un punto di riferimento per questi ragazzi e ci metterò la mia leadership, ma mi sento giovane e voglio giocare con la loro stessa energia». MENTRE PEREG0 gli ha posto degli obiettivi graduali: «Il primo è far funzionare bene il pick and roll con tagli rapidi verso canestro che diano maggior profondità al nostro gioco. Quando poi si sarà creata la chimica, mi aprirò di più per tirare anche da fuori. Difensivamente posso coprire bene il ferro con le mie lunghe leve ¦ ¦E Pesaro è sotto l'attenzione dei media specializzati internazionali e dare fastidio agli avversari anche con le stoppate. I rimbalzi? Le mie medie in carriera sono state sempre superiori a quelle tenute in Germania, non farò mancare il mio contributo là sotto». La passione per il basket gli è stata trasmessa dalla madre «che avrebbe voluto praticarlo ma non ne ebbe l'occasione»; ha scelto il numero 13 «perché come voi italiani, contrariamente agli americani, penso che porti fortuna» e non vede l'ora «di assaggiare la pizza, che batte sicuramente il sushi». ¦ ANTICIPI. Ieri Trento-Sassari 73-76 e Brindisi-Brescia 88-78. Elisabetta Ferri