Trieste, a Milano nessun miracolo biancorossi di Dalmasson perdono di 15 punti ma senza mai avvicinare il superteam di Messina ROBERTO DEGRASSI / ALLE PAG. 32-33 Nessun miracolo a Milano Trieste ancora sconfitta I biancorossi cedono all'Armarli 88-73, soccombendo già nel primo tempo contro la classe di Scola e Rodriguez ARMANI MILANO PALL TRIESTE 23-1444-2865-48 [88] Armani Exchange Milano: Della Valle 4, Mack, Biligha 10, Moraschini 8, Roll 22, Rodriguez 15, Tarczewski 9, Cinciari-ni, Rey ne, Burns 4, Brooks 3, Scola 13. Ali.: Messina Pallacanestro Trieste: Coronica ne, Cooke 8, Peric 11, Fernandez 8, Jones 7, Strautins 7, Janelidze ne, Cavaliero 2, Da Ros 9, Mitchell 11, Elmore 4, Justice 6. Ali.: Dalmasson. Arbitri: Quarta, Borgo, Nicolini. Note: tiri liberi Milano 17 su 22, Trieste 13 su 17. Tiri da tre punti Milano 7 su 23, Trieste 8 su 27. Rimbalzi Milano 36, Trieste 31. dall'inviato Roberto Degrassi MILANO. Serviva un miracolo a Milano. Non arriva. E al Palalido all'ora di pranzo finisce con la Pallacanestro Trieste inevitabilmente sconfitta dall'Armani 88-73. Non viene fortunatamente ripetuta la mattanza contro Varese di domenica scorsa ma per arrivare a ima quadratura del cerchio manca ancora parecchio. In questo momento la squadra di Dalmasson è ancora alla ricerca di un'identità, non è più la gioiosa macchina da punti dello scorso anno ma nemmeno una difesa sporca e di sostanza. Non si individuano ancora i punti di riferimento e se, come accaduto ieri, gli esterni per 30 minuti inquadrano poche volte il canestro le difficoltà si amplificano. Servono intraprendenza e personalità e vanno trovate in fretta perchè le missioni impossibili presto finiranno e vincere sarà un dovere. In un Palalido che alle 12 di una domenica assolata scuote poco più di 4300 milanesi, è da brividi il minuto di applauso per Sveva, con tutto l'impianto in piedi e con i ragazzi della Curva Nord che srotolano uno striscione per ricordarla. Il roster dell'Armani è tale che rimane impressionante anche se rimangono ai box Micov, Nedovic e Gudaitis. E il Mvp italiano della passata stagione, quel Moraschini che ne piazzò una sessantina nel doppio scontro con Trieste, guarda lo starting dalla panchina. Dalmasson ripropone nei cinque di partenza Fernandez in play, con Justice, Jones, Peric e Mitchell. 6-0 lombardo in avvio ma il Peric che si prende in consegna Scola comincia più tonico rispetto alle due precedenti scialbe esibizioni. Trieste non abbassa la guardia ma è problematico arginare in difesa il totem Tarczewski (7 punti in 5 minuti) mentre in attacco combatte - senza riuscirci con continuità - con la tentazione della giocata individuale. Primo quarto che spira sul 23-14 dopo che Milano ha avuto anche 13 punti di largo. Trieste ha uno sprazzo tra i due parziali, con la possibilità del possesso del meno 4, non la sfrutta ma con Cavaliero e Mitchell non perde contatto e dopo 15 minuti mette finalmente la prima tripla con Strautins. Mica facile, però, sforzarsi di battagliare ad armi pari contro gente come Scola o Chacho Rodriguez: sapienza cesti-stica a piene mani, movimenti da farci un libro. Più che provarci, Trieste - che nel frattempo presenta Cooke con la testa fasciata dopo una mazzolata a rimbalzo -non può. Aproposito di Cooke, dopo aver sbagliato lo sbagliabile da sotto stampa un alley oop che vale il biglietto... Però gli esterni biancorossi sono di ima sterilità disarmante : Jones è sostanzialmente un corpo estraneo e da Justice è legittimo pretendere più di un solo tiro tentato in 9 minuti. La conseguenza è che l'Ar-mani sgasa e se ne va, accogliendo con un'ovazione la prima tripla di Moraschini. 44-28 alla pausa lunga. Il divario nella valutazione complessiva recita 66-22. E Trieste dai 6,75 tiene il 10%. Fernandez in apertura del terzo quarto prova a scuotere la truppa con un breakettino che significa «non ci avete ancora steso». Di sicuro Trieste in difesa è più sul pezzo, aumentando l'intensità e contenere l'Ar-mani si tramuta in autostima e in uno svantaggio che finalmente torna sotto la doppia cifra (49-41 al 25'). Il quarto, peraltro, è di quelli che non si possono guardare, con tre minuti di ciapanò e sparacchiamenti da ambo le parti. La fatica fatta dai biancorossi per rimettersi in carreggiata evapora e Mi- lano riallunga a +16 (60-44 al 28') con Roll, autore di 12 punti nel parziale. Dall'altra parte Justice chiarisce inequivocabilmente che il precampionato è purtroppo un'altra roba rispetto alle battaglie della A. Sporca il suo tabellino al 31'... Nell'ultimo quarto, però Trieste almeno trova le bombe e non arranca. Anzi. Con la tripla di Elmore, il semigancio di Da Ros e Mitchell a lunga gittata a 5'dalla sirena è ad appena 9 punti dai milanesi (75-66). Una fiammata spenta dall'Arma-ni che riprende il controllo dei tabelloni e spinge di più in attacco. La partita a questo punto ha già raccontato tutto. E, vista l'ora di pranzo, a Milano buttano la pasta. LE FOTO DELLA SFIDA Cooke il più battagliero segna sul campo 8 punti Nella foto a fianco Arturs Strautins alla prima partita dopo il rientro. In alto Kodi Justice, due bombe e nulla altro: se non segna da fuori diventa un'arma spuntata. A destra Hrvoje Peric, bene solo i primi tre minuti, non c'è con la testa e confonde due liberi per fallo subito Scola con un gioco da tre punti e si sfila al rimbalzo dopo il primo libero. Tutto a destra Derek Cooke, il più battagliero, l'unico a lasciare segni sul campo di battaglia, 8 punti anche se con un solo rimbalzo preso. Foto di Andrea Lasorte \-lA