BASKET SERIE A A VARESE UNA SCONFITTA PESANTE STEPHEN E DANIEL SI FANNO METTERE SOTTO DAI LUNGHI DI CAJA, MENTRE CINCIARINI NON TROVA I CONSUETI GUIZZI IN ATTACCO Fortitudo, brusco risveglio Fantinelli è troppo solo Approccio Dopo un buon primo quarto, la Effe si ferma LEZIONE Serata da dimenticare per il professor Leunen (Ciamillo) Varese 83 Fortitudo Bologna 60 OPENJOBMETIS VARESE: Mayo 15, Tambone 8, Peak 6, Vene 19, Sim-mons9, Jakovics 19, Natali 2, Ferrerò, Gandini 2, Tepic3, Seckne, De Vita ne. Ali. Caia. POMPEA BOLOGNA: Fantinelli 7, Robertson 15, Aradori 18, Leunen 7, Stephens 2, Daniel, Stipcevic 4, Cin-ciarini 4, Mancinelli 3, Dellosto. Ali. Martino. Arbitri: Begnis, Giovannetti, Di Francesco. Note: parziali 17-15, 49-31, 70-46. Tiri da due: Varese 17/41; Fortitudo 10/24. Tiri da tre: 14/29; 11/28. Tiri liberi: 7/11 ; 7/12. Rimbalzi: 40; 28. Alessandro Gallo ¦ Varese UN DATO positivo, il primo quar- to e, trenta minuti di lezione, a scuola dal professor Attilio Caja, per capire cosa fare per il futuro. La Fortitudo incassa la prima sconfìtta della stagione e lo fa in modo pesante, perché dopo il primo vantaggio iniziale, 0-2, firmato da Aradori, di fatto insegue sempre. L'Aquila mette il naso avanti un'ultima volta all'inizio della seconda frazione - 17-18, tripla di Stipcevic - poi, di fatto, resta a guardare. I numeri sono impietosi, perché l'Aquila subisce in tutte le voci, con un'unica eccezione, le stoppate (e per un'inezia la percentuale del tiro da due). Una quella per i padroni di casa, tre per gli ospiti ma Varese, rispetto a Bologna, dimostra di avere un altro passo, un'altra grinta, un'altra fisicità. Prima in classifica dopo due giornate, la Fortitudo deve inchinarsi a Varese. Logico che una neopromossa, qual è la creatura di Antimo Martino, non potesse vincere Cifre impietose Il gruppo biancoblù subisce a rimbalzo e la maggiore reattività di Mayo e compagni sempre. Ma un'intensità diversa, quella sì. E' vero che, rispetto a un recente passato, l'Aquila ha un'anima più offensiva che difensiva. Ma giocando come a Varese... Ecco perché, senza fare troppe tragedie, Bologna deve imparare velocemente la lezioni. In serie A bisogna correre il doppio, bisogna usare i centimetri, bisogna lottare a rimbalzo. E invece, a Masnago, questi sono aspetti che esaltano Varese. Stephens che forse non ha le caratteristiche del pivot nel dna ha comunque i centimetri: conquistare il primo rimbalzo dopo 35 minuti, a partita chiusa, significa avere avuto un impatto troppo morbido. CI PROVA FANTINELLI, che pure a questi livelli è un debuttante e avrebbe rutto il diritto di aspettare qualcosa di più dai compagni. Ci prova, almeno in attacco, Pietro Aradori. Qualcosina da Robertson, che però è un po' troppo timido. Poco o nulla dal resto. Con tutte le attenuanti del caso, ovviamente, perché Daniel era reduce da due giorni di febbre e qualche acciacco completa l'opera. Sotto di 18 all'intervallo, l'Aquila ci prova in apertura di ripresa con due triple in fila di Aradori -49-37 -, ma è un fuoco di paglia. Perché senza difesa, in serie A, non si va da nessuna parte. L'Aquila tocca anche il -29 sul 77-48. Varese a quel punto smette di correre, Bologna recupera qualche punto. Ma va sotto la doccia pensando a cosa fare per ritrovare quella verve che era stata il marchio di fabbrica in A2. © RIPRODUZIONE RISERVATA