Overtime di ANGELO COSTA PS Messina dopo 15 anni ritrova la stessa Italia che aveva salutato PARLANDO al Corrierone del suo ritorno in Italia, Ettore Messina ha toccato anche l'aspetto politico sportivo. Rilevando che qui «.siamo ancora al punto di giudicare un'idea, un piano, un progetto non nel merito, ma dalla sua origine, vedere se è un amico che la presenta. Manca il fine comune». Il problema non è nuovo, ma se a rimarcarlo è uno che dal nostro campionato mancava da tre lustri, tra l'altro spesi alla grande fra Russia e Nba, il segnale è uno solo, grave e triste: il nostro basket ha gli stessi difetti che mostrava alla fine del secolo scorso. E' evidente che in questi anni il malato non sob non è migliorato, ma è persino peggiorato: il tempo, da sob, non basta a guarire. Oltre a una buona ricetta, servono medici giusti per somministrarb: purtroppo anche b sport soffre di una crisi del personale, non nei numeri ma nelb qualità. E' un brutto film in continua replica: tanti appelli a fare squadra, a compattarsi nel nome di uno sviluppo irrinunciabile, poi si continua a bvorarper bande. A prevalere sono le guerricciole di cortik: messo così il Coni, il resto a seguire. Dimmi con chi stai e ti dirò se condivido cw che pensi o proponi- questa b filosofia che nel nuovo millennio, a parte rare eccezwni, ha partorito dirìgenti di piccolo calibro, dalb viswne ristretta, bravi a mettersi al petto medaglie più con le parole che con i fatti. Si sbandierano grandi risultati, crescite, exploit quando basta un semplice dato a zittire un ambiente incapace di guardare oltre se stesso: da inizw mùlennio soltanto un club è riuscito a conquistare un trofeo europeo che conta e non di latta. Per la cronaca, e soprattutto per h storia, b Virtus: guarda caso, con Messina. C'è bisogno di svoltare: si può fare ritrovando un'identità nazionale vera e non di facciata. Sarà anche un vecchw ritornelb, ma pare funzwnare se un et come Cassoni, per spiegare i risultati sempre più buoni delle squadre azzurre nel ciclismo, racconta che le medaglie fanno piacere, ma dobbiamo stare attenti al futuro, anche a costo diperdere qualche podw. La federazwne deve impostare e formare, l'obiettivo è far crescere i ragazzi, altrimenti quanti professionisti avremo?'. E' una strada: a volte, anche seguire l'esempio altrui può essere d'aiuto. P. S. Si chiamava Sveva, aveva solo otto anni: un male cattivo le ha impedito di tornare a far canestro, come sognava. La sua stotia ha mosso giocatori e tifosi ed è stata raccontata con delicatezza da La Giornata Tipo, che ha proposto un minuto di silenzio su tutti i campi. La federazione quel minuto b ha disposto per applaudire il coraggio di bimbi e famiglie che lottano. Applausi. © RIPRODUZIONE RISERVATA