OriOra, così non va Serve un cambio di rotta drastico La squadra alzi l'asticella della competitività Così non va. Serve un cambio di rotta OriOra Le prime tre gare hanno fatto capire che la squadra deve alzare l'asticella della competitività LA SENSAZIONE E' CHE PISTOIA SIA PIÙ'VOTATA A GIOCARE DI SPADA CHE NON DI FIORETTO PARTIAMO dalle parole di Michele Carrea pronunciate a fine partita: «In settimana pensiamo di allenarci bene e di essere stati duri, ma non è la realtà perché la domenica la partita dice tutt'altro». Una prima chiave di lettura potrebbe essere quella del classico sfogo a caldo dopo una sconfìtta pesante, sotto tutti i punti di vista, e quindi figlio della rabbia. Nel caso non fosse così, magari il coach biancoros-so ha semplicemente voluto dire che nonostante la squadra si alleni bene mettendoci grande impegno, c'è bisogno di alzare ancora di più l'intensità del la- voro perché, risultati alla mano, non è sufficiente. La speranza è che Carrea non abbia voluto dire esattamente ciò che ha detto perché in questo caso si aprirebbero scenari preoccupanti. Se l'idea che ha lo staff tecnico del lavoro che viene fatto non corrisponde alla realtà non c'è da stare sereni. Al di là delle possibili interpretazioni delle parole, quello che è sicuro è che c'è bisogno di fermarsi a riflettere. A inizio stagione era stata prospettata un'idea di pallacanestro fatta di grande aggressività, fisicità, giocatori pronti a buttarsi su ogni pallone, gioco veloce e di transizione. In queste prime tre partite sinceramente tutto questo si è visto poco o quasi nulla. LA SQUADRA non ha mai fatto mancare l'impegno, l'abnegazione nel provare a mettere in pratica gli schemi e il sacrifìcio di voler rimanere a tutti i cosi aggrappata alle partite, ma non è stato sufficiente. La sensazione è che questo gruppo possa rendere se gioca brutto, sporco e cattivo. Le difese tattiche e gli attacchi ragionati non sembrano far parte del dna di questa squadra che, tolto due o tre giocatori, non ha esperienza della massima serie e soprattutto non ha elementi che fino ad ora hanno basato la loro carriera sulla spada più che sul fioretto. Il bel gioco, quello divertente che infiamma il pubblico non è roba che fa per questa squadra che sembra più adatta a un tipo di gioco aggressivo, duro, rogno- so, fatto di mani addosso, difese asfissianti e attacchi veloci. IN BALLO c'è la salvezza e poco importa come arriva, l'importante è che arrivi. La frase che spesso si sente ripetere come una sorta di tormentone che «Per noi tutte le partite sono delle finali» non deve essere solo una frase fatta, ma un mantra da seguire rigorosamente. Sabato sera arriva Roma per un altro scontro diretto questa volta, possibilmente, da vincere. Maurizio Innocenti Pochi giorni per riflettere Sabato arriva Roma per un altro scontro diretto, questa volta da vincere Da un giocatore come Dowdell ci si aspetta leadership e qualità