LA RITORSIONE Cina contro Usa Oscurata l'NBA James Harden stella degli Houston Rockets ROMA - La tv di Stato cinese non trasmetterà più i match di preseason della Nba e rivedrà gli accordi in essere con la lega nordamericanadell'iper basket. È questa l'ultima puntata delle polemiche cominciate dopo il tweet del general manager degli Houston Rockets Daryl Morey, a supporto della protesta in atto a Hong Kong contro il governo cinese. La polizia di Hong Kong ha infatti eseguito 241 arresti nel weekend del 4-7 ottobre, di cui 170 uomini e 71 donneerai 12 e i 54 anni: le accuse variano dall'adesione a manifestazioni illegali al possesso d'armi esplosive e all'uso delle mascherine, bandite da sabato negli eventi pubblici. Tra i 77casi di arresti per l'uso delle mascherine, 14 sono stati incriminati ieri. «Se la situazione dovesse diventare pessima nessuna opzione può essere esclusa», ha detto la gover-natrice Lam sulla possibilità di chiedere aiuto alla Cina contrai manifestanti. Problemi coi cinesi a parte, la Nba non rinuncia a essere se stessa e a essere impegnata in campo po- litico e sociale, sempre nell'ambito del politically correct. Lo ha ha sempre fatto, basti pensare alle bandiere americane cucite sulle divise delle squadre dopo gli attentati dell'11 settembre, o alle dichiarazioni anti-Trump fatte da tanti cestisti. Non è stato un caso che i Golden State Warriors abbiamo deciso di non andare alla Casa Bianca dopo la vittoria in campionato: le idee di molti giocatori erano troppo diverse da quellediTrump. In campo politico si è spesso schierato Lebron James, con dichiarazioni a favore di Barack Obama e Hillary Clinton in occasione delle presidenziali. Un record sono poi le attività benefiche a cui si dedicano moltissimi giocatori, con fondazioni che si prodigano in opere caritatevoli e di scolarizzazioni a favore dell'infanziadisagiata. In questo campo si è distinto l'ex idolo di Miami, Dwayne Wade. L'ex centro di Orlando e Lakers Sha-quille O'Neal dopo aver smesso si è dedicato anche all'attività di sceriffo (suo sogno fin da bambino), mentre Michael Jordan si è distinto per le donazioni, come quelladi un ospedale (pagato interamente) alla comunità del North Carolina cui è molto legato. Tanto impegno nel sociale anche per il suo predecessore nell'albo dei fenomeni, "Doctor J" Julius Er-ving, mentre Charles Barkley si è speso molto contro il razzismo. Curiosamente, non hafatto troppo presa nell'Nba l'usanza di inginocchiarsi durante l'inno americano in segno di protesta contro le ideologie xenofobe. Anche se nessuna franchigia è stata mai multata per aver permesso l'inginocchiamento sul parquet a chi lo aveva cantato prima delle partite.