Polemica Le dichiarazioni a favore dei manifestanti di Hong Kong fanno infuriare Pechino La Cina censura Nba e South Park ¦ La televisione statale cinese Cctv ha annunciato la sospensione della trasmissione delle partite della Nba dopo la bufera nata dal tweet del numero uno dei Rockets di Houston a sostegno dei manifestanti di Hong Kong. «Riteniamo che qualsiasi affermazione che metta in discussione la sovranità nazionale e la stabilità sociale non rientri nell'ambito della libertà di espressione», ha fatto sapere la Cctv. Non solo la polemica con l'Nba però, Pechino si scaglia anche contro «South Park». A fare infuriare le autorità cinesi un episodio dal titolo «Band in China», il secondo della 23esima stagione, diffuso negli Usa, che fa apertamente ironia sulla repressione contro gli oppositori politici in Cina, mostrando i lavori forzati in una prigione e facendo la parodia di società occidentali che cedono alla censura per avere dei guadagni commerciali. La serie tv animata pare essere stata censurata: risulta introvabile su internet in Cina, sul twitter cinese Wei-bo come pure sul noto sito Douban di recensioni di film. I creatori di «South Park», Trey Parker e Matt Stone, non hanno esitato a commentare su Twitter con un messaggio ironico dal titolo «Scuse ufficiali alla Cina», in cuihanno espresso delle finte scuse mostrando un ironico pentimento per qualsiasi offesa la puntata satirica abbia potuto causare al Paese asiatico. «Come l'Nba, accogliamo i censori cinesi nelle nostre case e nei nostri cuori. Anche noi amiamo i soldi più di libertà e democrazia», recita il messaggio. E prosegue: «Xi non somiglia per niente a Winnie the Pooh»; il riferimento è ai meme vietati che paragonano il presidente cinese Xi Jinping all'orso Winne the Pooh. Poi la conclusione: «Lunga vita al Grande partito comunista cinese! Possa il raccolto di sorgo di quest'autunno essere abbondante! Ora andiamo bene Cina?». Il riferimento dei creatori di «South Park» è alla polemica scoppiata nei giorni scorsi fra Cina e Nba. A.B. Hong Kong Prosegue senza sosta la protesta contro Pechino