BASKET OriOra Con Trieste il primo successo Innocenti all'interno SQUILLO BIANCOROSSO Prima vittoria di OriOra, che piega Trieste per 76-72 Pistoia conquista i primi due, importantissimi, punti in chiave salvezza riuscendo a ribaltare una partita che sembrava segnata PISTOIA TRIESTE ORIORIA PISTOIA: Dowdell 11, D'Ercole 3, Petteway 7, Wheatle 11, Brandt 6, Johnson 8, Della Rosa 2, Landi 7, Salumu 21, Quarisa n.e. Ali. Carrea. PALLACANESTRO TRIESTE: Fernandez 4, Justice 5, Jones 12, Pieric 12, Mitchell 13, Cooke 8, Strautins 3, Janelidze n.e. Cavaliero 5, Da Ros 2, Elmore 8, Coronica n.e. Ali. Dalmasson. Parziali: 14-19; 30-36; 49-53. Arbitri: Lanzarini, Sardella, Noce. Note: tiri da due Pistoia 19/36, Trieste 25/49. Tiri da tre Pistoia 9/24, Trieste 5/21. Tiri liberi Pistoia 11/13, Trieste 7/11. BASKET di Maurizio Innocenti Il primo squillo biancorosso. Atteso, voluto, cercato e finalmente arrivato nella partita più impor- tante dall'inizio della stagione. Pistoia conquista i primi due punti contro Trieste riuscendo a ribaltare una partita che dopo i primi due quarti sembrava segnata. Già perché dopo il primo tempo era difficile scommettere un euro sulla vittoria della OriOra. Due periodi giocati male che più male non si può dove tutto quello che poteva andare storto è andato. Difesa inesistente, attacco spuntato e nessuna segnale di vita. La scossa è arrivata nel terzo quarto quando Pistoia è rientrata in campo con un piglio diverso, ma soprattutto con la genialata di coach Carrea che decide di andare con un quintetto basso mettendo in panchina Brandt per dare più energia e dinamismo. Scelta che si rivela perfetta e che fa cambiare il volto alla partita e che soprattutto regala la vittoria a Pistoia. Un inizio di partita che definire difficile è dire poco, Pi- stoia non riesce a trovare al quadra e Michele Carrea prova a girare i quintetti alla ricerca di quello giusto senza però riuscirci. Già perché comunque la si voglia mettere sia che Pistoia alzi o abbassi i cinque in campo il risultato è sempre lo stesso. Le idee scarseggiano, i giocatori sono in bambola completa e in pratica non funziona nulla, né l'attacco, né la difesa. E buon per la OriOra che Trieste, nonostante abbia in mano la partita senza sudare troppo, fa di tutto per non mettere la parola fine al match. Già perché se Pistoia è ancora viva lo deve proprio agli avversari che continuano a dare ossigeno ad una squadra allo stremo. Talmente allo stremo che la OriOra nel secondo quarto sotto di 9 nove punti (23-32) ha un solo fallo commesso a 3 minuti dalla fine. Dopo i primi due quarti è notte fonda e per riuscire a vedere la luce c'è da sperare in un miracolo perché quando non funziona niente, né tecnicamente, né mentalmente, non sai a cosa aggrapparti. Il miracolo tarda ad arrivare, ma arriva. A salire in cattedra è Michele Carrea che compie una scelta difficile e rischiosa mettendo in panchina il suo centro titolare e andando con un quintetto piccolo. I frutti non arrivano subito perché all'inizio del terzo quarto Pistoia sprofonda a meno 10 (34-44) e quando la partita sembra ormai aver preso la strada di Trieste ecco che si accende la luce. I biancorossi cominciano a trovare i ritmi giusti soprattutto alzando l'intensità del gioco e piano, piano trovando anche fiducia. In campo si avverte che qualcosa sta cambiando, si vede dal linguaggio del corpo dei giocatori, meno remissivo e più combattivo, la squadra ha la faccia di chi vuol lottare su ogni pallone, di chi si è stancato di recitare il ruolo del brutto anatroccolo e ha tutte le intenzioni di diventare un cigno. Pistoia con un parziale di 15-2 ribaltano il match portandosi in vantaggio di 3 punti (49-46). Proprio sul più bello, però, Pisto- ia torna a forzare alcune soluzioni offensive che scatenano il contropiede avversario e Trieste con un contro break di 0-7 chiude il quarto sopra di 4 punti (49-53). Si va all'ultimo quarto e il match diventa un lotta senza quartiere. Trieste prova ad allungare (51-57), ma la OriOra è subito pronta a rintuzzare lo svantaggio in un amen torna sopra di 2 punti (59-57) grazie ad un tripla di D'Ercole di due di Landi. I biancorossi hanno in Wheatle l'uomo della riscossa, l'ala della OriOra mette in campo grinta e qualità e spinge la squadra con un'energia incredibile. Pistoia è in piena trance agonistica e ha preso in mano la partita e, cosa fondamentale, non la molla fino alla sirena finale. Una liberazione per tutti, in primis per squadra e staff tecnico e poi per tutto l'ambiente che dopo dieci mesi di attesa torna a festeggiare una vittoria in casa. Ed è una vittoria importante sia ovviamente per la classifica, ma soprattutto per il morale proprio per come è arrivata. La squadra ha lottato rimontando una partenza sciagurata facendo affidamento sulle pro- prie forze, ha lottato contro un ambiente non proprio amichevoli e contro avversari che non erano certo lì per regalare punti. Pistoia si è sbloccata soprattutto di testa e questo è l'aspetto più importante perché quando la mente è libera il resto viene da solo, o almeno, viene più facile. Con questo non si può cancellare tutto quello che c'è stato fino ad ora e neppure i primi due quarti che sarebbero potuti costare cari a Pistoia, ma visto che non accadeva da tempo tempo almeno per una sera godiamoci la vittoria. LA SCOSSA Dopo i primi due quarti 'di rincorsa', nel terzo periodo la squadra rientra con un piglio diverso TRANCE AGONISTICA Pistoia a un certo punto ha preso in mano la partita ed è riuscita a non mollarla fino alla sirena M* * « I giocatori di Pistoia festeggiano finalmente la prima vittoria in campionato (foto Castellani)