«Carattere ed energia Ecco la vera OriOra» La soddisfazione di Michele Carrea dopo la fine del match al PalaCarrara «Dobbiamo imparare a guardare le cose sempre con razionalità» BASKET di Maurizio Innocenti «Abbiamo sofferto il dinamismo dei loro lunghi nei primi due quarti e lo 0-6 in classifica e quando poi la palla di neve è diventata una valanga abbiamo anche perso convinzione in ciò che dovevamo fare. Mettere quintetti con più energia, più leggeri, ma più rapidi ha dato una scossa. La squadra ha reagito trovandosi sotto di 10 e sempre con lo zero in classifica sulle spalle in un ambiente non amichevole. I ragazzi hanno dato prova di avere carattere, energia e forza mentale». Coach Michele Carrea inizia così la conferenza stampa dopo partita, analizzando in maniera precisa i fatti e dando merito ai giocatori di avere ribaltato una partita che dire che si era messa male è usare un eufemismo. La verità è che la vera chiave del match è stato proprio il tecnico bianco-rosso e la sua scelta di mettere a sedere Angus Brandt andando con un quintetto piccolo. Una scelta coraggiosa e per certi versi anche pericolosa, ma che si è rivelata vincente. «Gli allenatori - spiega Carrea -hanno il compito di mettere i gio- catori nelle migliori condizioni di potersi esprimere. Se abbiamo fatto delle scelte giuste ci fa piacere, ma il basket è un gioco strano dove difficilmente c'è la controprova. In una situazione analoga, magari tengo in panchina il centro titolare e perdiamo e a quel punto il capo allenatore è un cretino. La reazione è stata dei ragazzi, il merito va dato a loro perché non era facile e alla fine in campo ci vanno loro». Già che c'è, Carrea qualche sassolino dalle scarpe se lo toglie, giustamente aggiungiamo. «Quaranta minuti che non parlano di una storia sportiva, ma l'insegnamento che dobbiamo trarre dal campo è che bisogna guardare le cose sempre con razionalità. Wheatle e Salumu erano considerati giocatori non adatti a questa categoria, stasera sono stati acclamati come fenomeni. Forse bisognava mettersi nei panni di un ragazzo giovane che aveva bisogno di trovare il ritmo in una lega nuova e di un giocatore che per diversi problemi fisici ha dovuto fare dentro e fuori per tanto tempo». In effetti proprio Wheatle è stata la nota più lieta perché è lui che di fatto ha cambiato il volto alla squadra con la sua energia e le sue giocate di quantità e, anco- ra una volta entra in ballo Carrea, la sua marcatura su Peric è stata un altro aspetto fondamentale. «Alleno Wheatle da quattro anni - dice il tecnico biancorosso - so che tipo di giocatore sia, soprattutto che uomo sia. L'accoppiamento con Peric è stato studiato e pensato in settimana perché so bene che se Cari non va sotto con la taglia fisica, il problema della differenza di centimetri non lo tocca minimamente e comunque stasera Wheatle avrebbe potuto marcare tutti e dici i giocatori compreso coach Dalmasson. Alla fine l'importante è essere riusciti a toglierci di dosso la scimmia della prima vittoria, ma ci sono aspetti su cui dobbiamo continuare a lavorare come l'approccio alla partita che stasera non è stato all'altezza. Contro Bologna e Reggio Emilia abbiamo giocato bene i primi 25 minuti, stasera gli ultimi 20, ecco dobbiamo arrivare a giocare per tutti i quaranta minuti». IL COMMENTO «Alla fine siamo riusciti a toglierci di dosso la 'scimmia' della prima vittoria. Ora lavorare duro»