Fortitudo, il bomber Aradori è troppo solo L'ala taglia il traguardo dei 4.500 punti in serie A, ma non basta per confezionare la rimonta contro la Leonessa di Esposito fronti un avversario che ha più chili e più centimetri, questo peccato da originale rischia di trasformarsi in capitale. Poi c'è un aspetto che si era già visto in trasferta: è normale che non tutti gli assortimenti diano lo stesso risultato, ma quando se ne trova uno che funziona bisognerebbe insistere su quello, mentre c'è la tendenza a voler utilizzare più il quintetto di partenza anche quando questo dimostra di non essere efficace. FORTITUDO BOLOGNA LEONESSA BRESCIA POMPEA BOLOGNA: Robertson 11, Ara-dori 22, Leunen 8, Sims 5, Fantinelli 3, Cinciarini 6, Mancinelli 11, Daniel 2, Stip-cevic 6, Dellosto ne, Franco ne. Ali. Martino. GERMANI BRESCIA: Abass 12, Cain 8, Vitali 5, Horton 14, Lansdowne 18, Zerini 5, Warner 2, Laquintana 15, Moss 4, Sacchetti 4, Veronesi ne, Guariglia ne. Ali. Esposito. Arbitri: Mazzoni, Borgioni, Brindisi. Note: parziali 20-20; 36-40; 56-64. Tiri da due: Fortitudo Bologna 16/32; Brescia 22/41, Tiri da tre: 11/30; 11/21. Tiri liberi: 9/15; 11/13. Rimbalzi: 37; 38.____________ di Massimo Selleri BOLOGNA Prima sconfitta casalinga per la Fortitudo, che non riesce a sfruttare nel migliore dei modi il fattore campo e lascia a Brescia i due punti. Il motivo di questa sconfitta va ricercato su due dimensioni. La prima è tecnica, perché i lombardi sono più forti dei bolognesi; la seconda va cercata nella compattezza, con la Leonessa che si dimostra una squadra che non si lascia sfaldare dal clima che il popolo dell'Aquila crea in Piazza Azzarita. L'analisi potrebbe fermarsi qui, se non ci fossero responsabilità anche da parte della Effe. C'è una questione costituzionale, perché al roster biancoblù manca un'ala piccola che sia veramente tale e, quindi, quando af- CALENDARIO INSIDIOSO Il prossimo match a Cremona, poi arriva l'Olimpia di Messina al «Madison» Il risultato è che gli oltre 4.500 punti realizzati nel campionato di serie A da Pietro Aradori (nella foto Ciamillo) - questa soglia è stata superata ieri dall'esterno -avrebbero meritato maggior gloria e, invece, restano lì con la Effe che, in ogni caso, resta perfettamente in linea con quelli che erano i suoi obiettivi di partenza, vale a dire una tranquilla salvezza. Con il tabellone che per i primi 15' fa le bizze, la partita vede Brescia avere sempre una marcia in più, mentre la Pompea cerca di tenerle il passo dimostrando un certo affanno. La partita sembra rompersi quando gli ospiti vanno sul + 10 (56-66), ma il risveglio di Kassius Robertson allontana i titoli di coda. Ma a 4' dalla fine, il tabellone segna 68-78 e da lì il divario si dilata fino al risultato finale. Nessun dramma, ma allo stesso tempo qualche campanello d'allarme, anche perché il calendario riserva una trasferta a Cremona e poi domenica 17 novembre sotto le Due Torri arriva l'Olimpia di Ettore Messina. © RIPRODUZIONE RISERVATA