La Vuelle non regge il finale di fuoco: altro ko Pesaro inizia benissimo, si fa rimontare e staccare, recupera ma poi cede nel momento cruciale, troppo aggrappata a due soli uomini grappata alle follie di Barford e alla mira di un pivot, Chapman, che da fuori tira meglio degli esterni, la Carpegna Prosciutto è rimasta in scia, venendo ogni tanto respinta dall'onda d'urto, soprattutto fisica, messa in campo da Fotu e Tessitori, e dalle astuzie di Logan e Nikolic. Aggrappati disperatamente a una tavola di legno nel mare in tempesta, perché non attrezzati per affrontare un campionato di serie A: Pesaro non ha quasi mai avuto una regia sicura, male Mussini, mediocre Pusica ed un buco clamoroso nelle ali, con Drell più che ingenuo e Thomas avvilente. Perego non ha creduto in Zanot-ti (3' appena sul parquet) né in Eboua (avanti-indietro dal parquet senza costrutto), e allora gli rimaneva davvero poco, se non la tenacia di Miaschi in difesa. A questa squadra, insomma, basterebbe almeno un altro giocatore d'esperienza per poter invertire la rotta. Allo staff tecnico decidere dove è più urgente piazzarlo, ma qualcosa dev'essere fatto perché la vittoria di Pistoia ha lasciato la Vuelle da sola sul fondo e il morale della truppa, che sente di non potercela fare, ormai è più che sotto i tacchi. E' anche una questione di rispetto per i 3.500 che si sono abbonati, credendo in un progetto fondato sui giovani, che aveva anche un senso, ma che purtroppo fa acqua: e allora qualche falla bisogna tapparla prima di affondare. Primo quarto in cui si poteva concretizzare di più (20-8 il massimo vantaggio all'8'), ma comunque sufficiente per prendere l'inerzia della gara, con tutti gli uomini coinvolti. Nel 2° arriva la comprensbile reazione di Treviso, che alza l'aggressività della difesa: non è accettabile invece, che si gettino al vento ben 7 palloni, due dei quali per infrazione di passi da parte del capitano. Le ingenuità di Drell sono enormi, tipo uno sfondamento in palleggio, le forzature di Barford pure e Nikolic protegge la palla durante un'entrata: questa malizia manca alla Vuelle DE LONGHI CARPEGNA PROSCIUTTO DE LONGHI TREVISO: Tessitori 18, Logan 8, Alviti 2, Nikolic 14, Parks 8, Imbrò ne, Chillo 4, Uglietti 4, Severini, Fotu 17, Cooke 10. Ali. Me- netti. CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO: Bar ford 20, Drell 4, Mussini 2, Pusica 5, Miaschi 2, Eboua 3, Chapman 30, Basso ne, Thomas 9, Za- notti. Ali. Perego. Arbitri: Sahin, Perciavalle e Vita. Parziali: 16-27, 40-39, 64-57. Note - Tiri liberi: De Longhi 14/15, Carpegna Prosciutto 14/18. Tiri da tre punti: De Longhi 5/24, Carpegna Prosciutto 7/29. Rimbalzi. De Longhi 43, Carpegna Prosciutto 35. Usciti per falli: Drell. Spettatori: 5.000._______________ Treviso Una squadra normale dopo un primo quarto osceno come quello di Treviso sarebbe stata avanti di venti punti. Aver chiuso i primi 10' avanti di undici, era comunque già qualcosa. Ma non è bastato per difendere quella dote fino all'intervallo: la squadra di Perego è rientrata nello spogliatoio sotto di un punto, subendo uno dei soliti black-out diventati ormai una costante. Evidentemente, il morale dev'essere crollato negli spogliatoi, vista la mollezza TROPPI FLOP Pusica perde il duello con Nikolic e non trova conforto da Mussini. Battuti ancora a rimbalzo con la quale è rientrata in campo la Vuelle, col rischio di essere spazzata via subito da una De Longhi tornata in fiducia. Invece con buona volontà, ag- il break è di quelli che fanno male: 12-0. Dal 31-21 per la Vuelle al 33-31 per la De Longhi passano appena 5': un po' pochi per dare un calcio al secchio pieno di buon latte. Lì è bravo Chapman a piazzare un paio di tiple per far respirare i compagni, ma non bastano ad evitare di chiudere il primo tempo sotto. Di misura. Basta per scalfire la fiducia della truppa che rientra morbida morbida subendo un altro break: sul 48-39 Barford decide di mettersi in proprio guadagnando tiri liberi. A dargli una bella mano la zone-press ordinata da Perego che manda in confusione Treviso e frutta buoni recuperi. Ma sul 48-46 (al 24') Barford forza un tiro che non tocca nemmeno il ferro e i padroni di casa scappano via di nuovo con Fotu trascinatore (59-46 al 26'). C'è ancora la forza di risalire la china, Pusica però e disfa: bel canestro seguito da un sottomano sbagliato sul 63-57 che poteva riaccendere le speranze. Le ultime fiammate arrivano grazie alle triple di Chapman che al 32' firma il 66-60 e un minuto dopo il -5 (68-63). Barford non si arrende ancora con l'entrata del 72-67, ma la difesa non tiene più ed è impossibile ricucire oltre. La resa stavolta è anche più amara, perché questa era una trasferta abbordabile. Elisabetta Ferri