«Siamo stati bravi a non cadere nel panico» Il coach della De Longhi, Max Menetti, ammette: «Eravamo preoccupati, sapendo l'importanza che rivestiva questa partita» TREVISO «Sapevamo che era una partita importante, che valeva doppio. Siamo stati poco brillanti, un po' preoccupati e in certi momenti della partita anche pasticcioni. Ma alla fine siamo comunque riusciti a portare a casa il risultato perchè avevamo chiara in testa l'importanza di questa gara, lo dico sempre che una squadra se capisce l'importanza della partita può giocare bloccata ma alla fine la porterà a casa. E così è successo. Se fossimo arrivati leggeri ad una sfida come questa non ne saremmo venuti fuori». Questo il commento del coach di Treviso Max Menetti. «L'unica cosa negativa sono stati i 27 punti subiti nel primo quarto. Ciò nonostante grazie all'atteggiamento siamo riusciti a spuntarla anche di fronte a circostanze che, se non hai la mentalità giusta, possono farti perdere la gara», prosegue Menetti. «Siamo stati bravi a non andare nel panico e rientrare in partita nel secondo quarto. Abbiamo vissuto questa serata come una gara da dentro o fuori e siamo riusciti a portarla a casa", sottolinea Menetti concentrandosi ancora una volta sull'aspetto Max Menetti esce dal campo alzando al cielo il pugno della vittoria mentale della prova dei suoi. «Abbiamo sofferto Chapman sull'arco, ma quando abbiamo chiuso l'area loro hanno fatto fatica e siamo riusciti a tenere una squadra che segna sotto percentuale», dice a proposito dell'aspetto tecnico della sfida soffermandosi sulle buone sensazioni della fase difensiva. Analizzano la vittoria anche i giocatori italiani di Treviso. Amedeo Tessitori è stato uno dei migliori. «Ho giocato una partita decente e ne avevo bisogno. Son contento di essere riuscito a dare una mano alla squadra per poter portare a casa questa partita». Davide Alviti invece rientrava dopo un infortunio alla caviglia: «Non era una partita facile contro una Pesaro che è partita aggressiva. Per me dopo un mese e mezzo fuori non era facile l'approccio, ma sono felice di aver dato il mio contributo ai compagni».