L'INTERVISTA JEREMIAH WILSON. Lungo dell'Acqua San Bernardo Cantù «I miei compagni ascoltano e lavorano bene insieme per aiutarsi a vicenda» «IO, FRATELLO MAGGIORE DI QUESTI RAGAZZINI SERVE RESPONSARILITÀ» FABIO CAVAGNA X E fresco reduce dalla sua miglior prestazione di questo inizio di stagione con la maglia canturina. A Cremona, infatti, domenica scorsa, Jeremiah Wilson ha realizzato 21 punti (in 27') con 5/6 nelle triple e ha acchiappato 8 rimbalzi contribuendo in maniera significativa al trionfo dell'Acqua San Bernardo. Non a caso, è stato inserito dalla Lega basket nel miglior quintetto della settima giornata di serie A A proposito di serie A, lei che ha giocato in diversi club europei cos'ha trovato nel campionato italia- nodi meglio,di peggioodi diverso rispetto a I le sue esperienze precedenti? Penso che il campionato italiano sia molto fisico ed è sempre difficile approcciare alle partite, perché ogni volta si incontrano avversarie di un livello molto alto. Le differenze più eclatanti con gli altri campionati sono senza dubbio quelle legate ai tesseramenti sui giocatori stranieri: sei americani e sei "indigeni", non mi era mai capitato in carriera. Quando giocavo a Imola, in serie A2, le squadre potevano schierare al massimo due stranieri. Negli altri paesi in cui sono stato, invece, un po' di più ma non mi era mai successo di giocare insieme o contro così tanti giocatori americani. Al suo arrivo a Cantù aveva detto « vogl io fortemente la serie A»: ora che ci è dentro come si sta trovando? Mi piace questo campionato, è la miglior lega nazionale di cui abbia fatto parte, quindi per il momento il mio giudizio è assolutamente positivo. Mi diverto! Ha giocato con Simioni in A2: quanto l'ha trovato miglioratoa Cantù? Alessandro è migliorato davvero tanto. Ha un grande potenziale e solo il cielo è il suo limite. Io cerco di motivarlo e spronarlo ogni giorno affinché continui a sgobbare. Sta tenendo altissime percentuali nelle triple (il 47%):crededi poterle confermare nel corso della stagione? L'obiettivo è quello di continuare a lavorare sul mio tiro, prendendo e segnando sempre più tiri importanti. Credo in me stesso e nella mia qualità tecniche, dunque, ritengo di poter provare a mantenere percentuali alte. Su quale aspetto del gioco ritiene di dover ancora migliorare? C'è sempre tempo per crescere, anche a 31 anni. Anzi, non bisogna mai smettere di farlo. Devo migliorare le mie percentuali da due, quello sicuramente. Oltre a dover migliorare a rimbalzo, perché posso prenderne di più. Così come posso rubare più palloni e servire più assist. Insomma, voglio essere un giocatore più completo. Cosa più l'ha colpita di Cantù, intesa come squadra e come ambiente? Sono rimasto sorpreso da quanto siano eccezionali i tifosi can-turini. Mi ha sorpreso il loro grande trasporto e la loro incredibile passione. Gli Eagles, in particolare, ci supportano ogni partita e io questo lo adoro! Come si organizza nei giorni di riposo? Sta in casa, va a visitare luoghi, fa qualche giro in zona... Di solito vado da qualche parte con la mia famiglia. Che sia a Como o a Milano, l'importante è uscire e godermi la mia giornata libera Poi torno a casa e lavoro per i miei affari. Affari? Sì, si fa per dire... Ho un marchio che produce e rivende cappellini). La mia azienda si chiama "The Grind", è un marchio che ho per l'abbigliamento ed è un'organizzazione senza scopo di lucro. Il ricavato va per la costruzione di campi da basket in Portogallo e negli Stati Uniti. Torniamo a voi: chi avete eletto quale leader della squadra? Essendo io il più vecchio devo assumermi la grande responsabilità di essere leader di questo gruppo, ma anche Corban Collins ha grande leadership. Abbiamo un buon gruppo di giocatori, che ascoltano e che lavorano bene insieme per aiutarsi a vicenda. Come ci si sente a essere un po' il fratello maggiore di tanti ragazzi così giovani quali i suoi attuali compagni di squadra? Un po' è strano, o meglio, diverso dalle mie precedenti esperienze ma devo ammettere che mi diverte. Mi piace davvero aiutarli con alcune delle cose che ho sperimentato nei miei dieci anni di carriera da professionista. Tutti questi ragazzi giovani mi fanno sentire davvero giovane dentro e vivo. Sono i miei piccoli fratelli! Jeremiah Wilson, 31 anni, statunitense con cittadinanza portoghese, alla prima stagione a Cantù butti