«Ottimi risultati, ma mai fermarsi» L'ala dell'OriOra Justin Johnson, tra i migliori del campionato: «Contro i Lakers o la serie C? Stesso approccio» BASKET di Maurizio Innocenti «Per me giocare contro i Lakers o una squadra di serie C non fa differenza perché l'approccio alla partita è sempre lo stesso». Parole che fanno capire bene il motivo per cui Justin Johnson tra i migliori under 24 del campionato e tra i migliori in assoluto, primo nei rimbalzi difensivi, quarto in quelli totali, ottavo come punti segnati. «Leggere questi numeri fa piacere - prosegue Johnson -ma non bisogna mai fermarsi e sedersi perché è il momento un cui le cose iniziano ad andare peggio. C'è sempre da lavorare e crescere». E dire che all'inizio potevano esserci dei dubbi sul tipo di impatto che avrebbe avuto con la massima serie per lui che oltre ad essere giovane proveniva dalla Legadue. «Pensavo di fare bene anche in serie A perché dietro c'è un grande lavoro duro fatto in questi anni e questo paga sempre, poi alla fine si tratta di basket che è uguale in qualsiasi categoria. E' il lavoro che è importante e che fa la differenza ed è per questo che sono contento perché sto iniziando a vedere i risultati». Carattere e volontà di ferro che Johnson riversa anche in campo come si è visto in questo primo scorcio di stagione e in modo particolare nella partita contro Trieste dove è stato tra i migliori. E dire che non doveva neppure giocare. «E' vero - afferma l'ala biancorossa - contro Trieste non ero sicuro di giocare, la decisione è arrivata tra sabato notte e domenica mattina dopo aver parlato con il coach dando la mia disponibilità. Sono soddisfatto di come sono andato, ma soprattutto per essere riuscito a dare il mio contributo alla squadra. Certo i ritmi non erano al massimo perché di fatto avevo pochissimi allenamenti sulle gambe, ma sono riuscito ugualmente a rendermi utile». Pochi allenamenti, non in perfette condizioni e poi spostato da Michele Carrea in un ruolo che non è propriamente il suo. «I giochi che abbiamo messo in campo contro Trieste - spiega Johnson - non erano nuovi e anche se in carriera ho sempre giocato da tre o da quattro, la posizione come numero cinque la proviamo durante gli allenamenti e personalmente non mi interessa il ruolo, vanno bene tutti se servono per vincere». E la vittoria è arrivata. Sofferta, conquistata con una grande forza di volontà e intelligenza tecnica e tattica e che ha portato oltre ai due punti qualcosa di molto importante come la fiducia. © RIPRODUZIONE RISERVATA il Il giocatore americano Justin Johnson, migliore in campo