L'ANALISI E proprio r«upgrade» che mancava di GIUSEPPE SCIASCIA Un'occasione ghiotta di sistemare due carenze a costi interessanti anche per un club costretto a ragionare sempre con un occhio rivolto al bilancio. L'aggiunta di Riccardo Cervi è un up-grade importante in un parco italiani che negli ultimi anni ha puntato su giocatori di raccordo e complemento. Il 28enne lungo, finalista tricolore nel 2014/15 con la Reggiana, vanta un pedigree importante: in attesa di capire quanto tempo servirà per averlo al 100 per cento dopo oltre 6 mesi di inattività agonistica, il centro del 1991 porta in dote 226 gare in 7 stagioni di serie A ad un roster povero di esperienza nel massimo campionato. La società si è fatta trovare pronta nel cogliere l'occasione di inserire un italiano importante - dai tempi di De Nicolao e Polonara non si vedeva in biancorosso un elemento dello status dell'ex azzurro - per aumentare il volume del reparto lunghi e allo stesso tempo allungare la qualità della panchina. Cervi potrà dare la tanto auspicata profondità interna alla manovra offensiva con I suoi 214 centimetri, ma soprattutto aumentare l'impatto del secondo quintetto che rappresenta spesso la differenza tra le big fé aspiranti tali) e le squadre di seconda o terza fascia. «Ci manca un giocatore per competere contro le Brindisi e le Brescia» disse Attilio Caja in occasione della pausa del 12 ottobre: quel rinforzo può essere Cervi, a patto che raggiunga presto (e riesca poi a mantenere) la forma migliore, aiutando l'OJM a migliorare la continuità e consistenza delle sue prestazioni. e RIPRODUZIONE RISERVATA Sporta Prove tecniche di rientro Tv e web, la Lega deve scegliere il suo fuiuro (fi