Piero Bucchi teme Varese «Roma non far la stupida» BASKET- SERIE A II coach sarà domenica a Masnago con la Virtus La Virtus Roma tornerà domenica all'Enerxenia Arena dopo 4 anni di militanza in A2. E il suo coach Piero Bucchi (foto Blitz in alto), uno dei decani del massimo campionato che ha guidato il ritomo del club capitolino tra i professionisti dopo l'autoretrocessione decisa dal patron Claudio Toti nel-l'estate 2015, lavora per preparare la sua squadra ad una partita difficile su un campo che conosce bene come quello di Masnago: «Siamo tornati in serie A, ma l'obiettivo primario è quello di salvarci. Poi è normale che con due vittorie in fila l'ambiente si scaldi, però serve andare con i piedi di piombo: la classifica è molto corta, il campionato è equilibrato e molto competitivo e le insidie sono tantissime. Sappiamo che verremo su un campo molto difficile, dove Brindisi e Fortitudo Bologna hanno perso con più di 20 punti di scarto ed è caduta la squadra campione d'Italia: siamo consapevoli che dovremo giocare una buona partita, altrimenti sarà complicato reggere l'urto di Varese». Qualche settimana fa c'erano 7.500 paganti al Pa-laEur per la sfida contro l'Ax Exchange: Roma sta rispondendo bene al ritorno in A? «Da neopromossi un record al 50 per cento di vittorie dopo 10 gare ci permette di essere su un'ottima linea per il nostro obiettivo. Poi se c'è l'evento, magari preceduto da qualche vittoria come era accaduto con Milano, la città risponde al top; l'obiettivo è quello di risvegliare la passione, la capitale meriterebbe almeno 5mila tifosi fissi. La città ama il basket, ma va sempre in cerca del grande evento e noi dobbiamo aumentare coloro che sono fidelizzati». Certo aiuta avere due punti di riferimento del valore di Jerome Dyson e Davon Jefferson. «Con il d.s. Spinelli abbiamo rischiato puntando su due elementi di grande esperienza per supportare un gruppo composto quasi interamente di esordienti in serie A o in Italia; prima di prendere Jefferson e Dyson il roster era composto da giocatori con poca esperienza in questo campionato, abbiamo voluto due garanzie per formare un asse fondamentale nei ruoti chiave di play e pivot». Varese contro Roma è anche Caja contro Bucchi, due coach con quasi 30 anni di esperienza: le idee del tecnico incidono ancora tanto su squadre che ogni anno cambiano oltre il 50% degli atleti? «Ogni allenatore deve avere la capacità di adeguarsi ai giocatori: ciascuno di noi vorrebbe poter fare le sue cose, ma se vuoi aiutare la squadra è il coach che deve andare verso le situazioni più congeniati ai giocatori. Normale che con questo ricambio forzoso di giocatori ogni anno devi fare degli aggiustamenti; altrettanto normale che dopo 3 anni la squadra di Caja sia forgiata maggiormente verso il pensiero del suo allenatore. Viceversa noi da neopromossi abbiamo costruito un'ossatura che impone di adeguarsi al materiale a disposizione». Che partita si aspetta domenica? «In casa sua Varese ha fatto sempre molto bene, grazie anche alla spinta del suo pubblico. E una squadra che ha carattere e grandissima intensità, ci aspettiamo grande aggressiva sui due lati del campo con la necessità da parte nostra di fare molta attenzione all'approccio alla partita». Giuseppe Sciascia