La Grissin Bon di Poeta fa tremare Milano Partita aperta e Reggio a - 5 a 2'30" dalla fine, ma Johnson-Odom sembra un corpo estraneo e spreca in attacco le ultime chance Insomma, un gruppo che sembra pronto per provare a raggiungere i playoff e a staccare un pass per le Final Eight. Un buon "coro" in cui un solista sle- Entra in campo e la squadra cambia ritmo, Poeta ha messo alle corde l'Olimpia MILANO REGGIO EMILIA OLIMPIA MILANO Rodriguez 8, Roll 11, Mo-raschini 4, Scola 14, Biligha 4; Della Valle 2, Brooks 9, Nedovic 10, Micov 14. Tarczewski 11, Cinciarini GRISSIN BON REGGIO EMILIA Mekel 7, Johnson-Odom 5, Fontecchio 9, Upshaw 15, Owens 12; Poeta 13, Candì 2, Pardon 10, Voivoda 5. ARBITRI: Lo Guzzo, Borgioni, Morelli. NOTE: antisportivo a Fontecchio al 25' 21" (53-54). Tecnico a Messina al 28. TI Mil 15/21 Reg 16/19. Rimb. Mil 50 Reg 34, Ass. Mil 23 Reg 17.____________________________________ di Francesco Pioppi Serviva un'impresa titanica che purtroppo non è arrivata, ma se al Forum ci hanno lasciato le penne sia il Barcellona che il Maccabi Tel Aviv, non è il caso di fare drammi. Certo, un bicchierino di rammarico ce lo portiamo a casa lo stesso perché se vai alla corte di Ettore Messina e gli regali un americano, il tarlo di quello che poteva essere e invece non è stato, ti viene. Sì, perché Reggio a 2 minuti e 30" dalla sirena era a -5 (80-75) che se la giocava, dopo un match fatto di grande presenza e lucidità. Ma Johnson-Odom proprio non ne voleva sapere di regalare una gioia e così, per tre possessi in fila, andava a sbattere contro il muro avversario senza trovare il canestro, vanificando ogni sforzo fatto. Sia chiaro, non è il caso di fare processi sommari, ma se fossimo nella dirigenza qualche riflessione ini-zieremmo a farla perché il talento (potenziale) non si discute, ma partita dopo partita sembra sempre di più un corpo estraneo a un gruppo che, nell'insieme, sta crescendo e trovando le sue certezze. Parliamo soprattutto di Upshaw e Pardon, di un Peppe Poeta in versione dinamo, di Candì sempre più mastino in difesa. Luci e ombre da Fontecchio e Owens, ma sempre con l'impressione che siamo lì con la testa e con la lucidità necessaria. Tra alti e bassi Mekel, ma con l'attenuante dell'infortunio, almeno ancora Der un do'. C'È UN GRUPPO DA PLAY OFF Da Upshaw a Candì il gruppo se Tè giocata con i mostri sacri dell'Olimpia gato dal resto fa più danni che altro. Le prossime due partite, a Treviso e poi con Trieste, saranno fondamentali e DJO dovrà fare un passo avanti. La cronaca. La partenza non è incoraggiante, Johnson-Odom commette il primo fallo dopo 11 secondi e coach Buscaglia è costretto a chiamare time-out 3 minuti più tardi per evitare che l'Olimpia scappi via tra un pasticcio di Mekel e l'altro (12-5). Con l'ingresso di Poeta e Pardon la squadra acquista immediatamente un altro ritmo e un'altra intensità e Reggio resta incollata (24-23 al 10') e riesce a mettere il naso avanti per la prima volta (24-25 all'11'). Il secondo quarto è una sorta di festival della 'mano quadra, con Johnson-Odom che litiga col canestro e la Grissin Bon che resta a galla con Owens (44-38 al 20'). Grazie a Poeta e Upshaw i biancorossi raggiungono il nuovo massimo vantaggio (51-54 al 25'), ma qui complice un antisportivo molto dubbio fischiato a Fontecchio, Milano piazza un break di 15-2 con cui si riprende l'inerzia e mette la freccia (66-56 al 28'). Tutto finito? In passato è successo molte volte. Non con questi ragazzi. Non con gli Upshaw, i Pardon e i Poeta, che arrivano fino al -5 a 2'30" dalla fine e palla in mano, ma che vengono "traditi" da Johnson-Odom e poi trafitti da Brooks e Micov.