BASKET OriOra, coperta corta Servirebbero rinforzi Innocenti all'interno OriOra, un altro stop Perché servono rinforzi I biancorossi ruotano di solito a nove o a otto giocatori, un vero e proprio limite. E questo incide anche sulla qualità degli allenamenti BASKET di Maurizio Innocenti La sconfitta contro Trento è simile a tante altre perché è figlia dello stesso problema che è lì, chiaro, lampante, tanto che bisognerebbe tapparsi gli occhi per non riuscire a vederlo. Questa squadra ha bisogno di rinforzi. Pistoia a cose normali ruota nove giocatori, spesso anche otto e a certi livelli per essere competitivi non si possono regalare due giocatori, fermo restando che gli altri non sono top player. La mancanza di giocatori e so- prattutto la mancanza di elementi che possono incidere in un campionato come quello di serie A, comporta tutta una serie di problematiche sia a livello tecnico che tattico. Prima di tutto incide sulla qualità degli allenamenti che naturalmente non possono essere di livello in termini di intensità e di tasso tecnico. Secondo incide sulle scelte tattiche che gioco forza sono ridotte perché non avendo scelte o opzioni un allenatore (Michele Carrea in foto) non si può inventare ciò che non esiste. Contro Trento si è visto da una parte una squadra, la Dolomiti Energia, che ha potuto difendere in maniera aggressiva mettendo le mani addosso, dall'altra una squadra, Pistoia, che non lo ha potuto fare perché altrimenti non avrebbe finito la partita. LOTTARE NON BASTA Con il roster attuale le scelte tattiche del coach sono ridotte Impossibile praticare una difesa aggressiva Con il roster attuale l'OriOra de- ve per forza fare attenzioni ai falli, alcuni giocatori devono arrivare alla fine del primo tempo con uno o al massimo due falli, pena uscire anzitempo dal match. Ecco che le scelte tattiche di un allenatore sono ridotte, pensare ad una difesa aggressiva stile quella di Trento sarebbe un suicidio. Non solo, ma avere otto o nove giocatori e non tutti dallo stesso minutaggio comporta anche rotazioni minori, minori scelte negli accoppiamenti o strategie da adottare. Pistoia contro Trento, così come contro Sassari, ci ha provato, ha lottato, ma di più non poteva fare. E' vero l'approccio alla partita non è stato quello giu- sto, ma anche sapere di dover fare attenzione ai falli, di non poter avere l'accoppiamento desiderato, di dover provare una soluzione che non è quella ottimale, sono componenti che finiscono per incidere a livello mentale, che non fanno stare tranquillo un giocatore. Quando la coperta è corta, insomma, da qualunque parte la tiri, la tiri, ma mancherà sempre qualcosa. E non è un caso che nel terzo e ultimo quarto i biancorossi abbiano giocato diversamente rispetto ai primi due periodi . La soluzione? Non c'è. La società è stata chiara: questi siamo e con questi arriviamo in fondo. Comprensibile tenendo conto delle difficoltà economiche con cui deve combattere per cercare di tenere i conti sotto controllo. Comprensibile anche che chieda ai tifosi di fare la sua parte perché il botteghino è una voce importante di bilancio. Onestà intellettuale vuole, però, che sia comprensibile anche il fatto che il tifoso se da una parte dà, dall'altra voglia anche ricevere altrimenti diventa un gioco impari. In buona sostanza c'è da stringere i denti che già di per sé sono molto serrati e sperare nella buona stella. Non è molto, ma al momento è l'unica cosa da fare. nniL