Vitucci, Banks e il capitolo sputi Il club e gli Eagles non ci stanno La curva del PalaBancoDesio assiepata dagli Eagles Banks, pietra dello scandalo Il coach brindisino Frank Vitucci La polemica Agitato l'immediato post gara per le dichiarazioni del coach e il tweet del giocatore Ieri le reazioni canturine Veleni non solo nell'immediato post partita, ma pure l'indomani. A livello verbale, ad accendere la miccia era stato domenica sera il coach di Brindisi, Frank Vitucci, in apertura della tradizionale conferenza stampa del dopo gara «È stata unabella partita di pallacanestro - le sue parole -, sporcata alla fine da qualche esagitato: perché se siamo ancora a sputare al passaggio dei giocatori sotto il tunnel... Il pubblico canturino è appassionato da sempre però il rispetto delle persone è più importante. Mi dispiace e Banks era un po' scosso per quanto successo». Lo stesso Banks - indiscusso protagonista del match con 32 punti a referto - di lì abreve, scriveva su Twitter «non pretendo di piacere ai tifosi delle altre squadre e lo capisco, ormai faccio questo lavoro da tanto tempo. Ma c'è una cosa che si chiama rispetto, e non accetto dei tifosi che mi sputano addosso!». Di ieri, invece, le repliche. Intanto quella - piccata - del club brianzolo, affidata a un comunicato nel corso della mattinata: «Pallacanestro Cantù pur condannando aprescindere qualsiasi gesto di inciviltà, si riserva, in merito alle dichiarazioni rilasciate da tesserati avversali, di visionare le immagini dell'immediato concitato finale di partita ed eventualmente di tutelare la propria immagine in tutte le sedi preposte. Tuttavia, Pallacanestro Cantù tiene a sottolineare la corret- tezza dimostrata dalla sua squadra nel corso della gara, testimoniata dal gesto di Wes Clark che, durante il supplementare, ha rallentato di sua spontanea volontà l'azione di gioco - rinunciando a un pur legittimo vantaggio - per permettere a John Brown di ricevere i soccorsi, nonché dal proprio pubblico, che ha applaudito in massa lo stesso Brown all'uscita dal campo». «Pallacanestro Cantù si rammarica per il fatto che questi due episodi di grande fair play non siano stati neppure citati in conferenza stampa - la chiosa - ma che invece siano stati evidenziati esclusivamente fatti che, se accaduti, sarebbero chiaramente da censurare, ma sono in ogni caso ascrivibili a una piccolissima minoranza del pubblicobiancoblù». Nel primo pomeriggio è stato invece il turno degli Eagles. In questi termini: «I social. La rovina dello sport giocato. Ieri è toccato a Banks. Sapendo di avere un impatto mediatico notevole ci è "andato a nozze". Ha provocato per tutta la partita, ha pensato bene di f esteggiare sotto la nostra curva, alla fine si è fermato guardandoci con aria di sfida accennando unballetto. E ha ricevuto in cambio qualche "mezzo bicchiere di birra". Non diciamo che sia una cosa giusta, ma non troviamo nemmeno giusto che poi esca sui social a passare per la vittima di un attacco a suon di sputi (avete presente la distanza tra la curva e il campo...?) Non diciamo che il nostro gesto sia stato corretto, e siamo pronti a scusarci, ma sarebbero gradite anche le sue scuse, considerando che la nostra è stata una semplice reazione. Esattamente come successe a Thomas due stagioni fa proprio a Brindisi. Sbagli, paghi. Le cose che succedono coi giocatori, esulano da ogni aspetto cur-vaiolo. Non ne possiamo più di queste "figliette da social". Intanto, l'intera polemica re- sta confinata a colpi di botta e risposta, senza peraltro trovare eco nelle decisioni del giudice sportivo, con quest'ultimo che si è limitato a infliggere un'ammenda di mille euro alla Pallacanestro Cantù «per offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri». A proposito di questi ultimi, appare evidente che non abbiamo riportato alcunché della "vicenda Banks" nelproprio referto, anche perché sono stati i primi alasciare il campo immediatamente suonata la sirena di fine partita. F.Cav..