L'OPINIONE Gloria piena perTambone Solo "strozzata" per Varese di GIANCARLO PIGIONATTI L'immagine di Pozzecco che tende i pugni mentre lancia un urlo liberatorio è la testimonianza più emblematica della prestazione degli uomini di Caja che hanno spaventato gli isolani I quali, probabilmente, mai avrebbero pensato di poter soffrire così tanto. L'Openjobmetis ha costruito la sua coraggiosa gara sulle fondamenta di quel presupposto che vietava il rischio di irrilevanza per non finire come comparsa nel regno dei sardi. Riuscendo poi a sconvolgerlo attraverso sopraggiunte e inattese incertezze altrui. Così è accaduto essendo riuscita Varese a ricucire lo il meno 14, segno di una forza di reazione sorretta da coraggio e orgoglio, improbabili senza un'anima e un cuore. Entità queste rimaste, però, nascoste o dimenticate su altri campi meno proibiti di quello di Sassari. La quale, in verità, s'è imposta in lunetta, a gioco fermo, seppur attraverso attacchi provocanti e fruttuosi come dimostrano i 33 falli subiti e i 38 "liberi" conquistati, di cui 30a segno. Biancorossiaggressivi oltre il lecito? Se lo è chiesto, polemicamente, Caja nel dopo gara. Sicuramente non è stato accettato, perché oltremodo punitivo, l'antisportivo fischiato a Vene, tale da stroncare le ultime determinanti speranze d'assalto dell'Openjobmetis. Stavolta il lamento, pure solenne, ci sta ma, va detto, Varese, come collettivo, ha perso per strada alcuni suoipezzi. Basti citare Mayo, da tempo non più martellante dalla lunga distanza e pure lezioso in manovra. E Peak, ancora una volta a vuoto rispetto a legittime attese, mentre Simmons, un po'solo ed esposto ai centimetri di Bi-lan e all'esplosività di Pierre, tutto sommato, ha fatto la sua parte. Ecco, allora, sotto le luci della ribalta, Matteo Tambone il quale s'è preso, di diritto, la lea- dership del titolare nel guidare la squadra con scelte ragionate e ordinate, senza mai cedere all'ansia d'un arrembaggio forzato e obbligato. Soprattutto, abile nel rifinire strepitosamente diverse azioni iscrivendosi all'albo dei bomber. In verità la sua prova rispecchia, al di là dei punti a catinelle, Usuo modo d'essere in campo, riflessivo e schematico, freddo e calmo in ogni frangente, non riuscendo semmai, altre volte, nella continuità di tiro (vincente). La titolarità che il play, a Sassari, si è conquistato con I fatti, testimonia la sua seria e apprezzabile affidabilità. Già, ognuno di noi è fatto di scelte e di conseguenze relative ad esse. Una connessione felice, vien da dire, continua perJason Clark il quale, atteso dopo l'exploit di Treviso, s'è ripetuto in parte, pur contro avversari di livello, in virtù della sua vena balistica e di una disinvolta intraprendenza. Confermando, una volta sbloccatosi, le sue capacità, ignote o quasi per mesi. Come scoprire il vino dopo anni di spuma? Si diceva di Peak che sta facendo perdere la fiducia da parte di coloro che lo hanno arruolato e assoldato e di buona parte di tifosi beneauguranti. Ora è lui l'americano degli enigmi mentre la fiducia in Cervi, già con il foglio di via, si fa per dire, in tasca, si è rivelata in breve una scelta irragionevole, quindi sbagliata, apparendo il reggiano, sempre o quasi, spaesato laddove a suo tempo si faceva rispettare. Morale, l'Open jobmetis, nonostante lodi ed encomi, ha perso ed è ciò che più conta nell'immediatezza. Ma non per il futuro se si ripeterà con questa condotta di squadra, pure viziata, si diceva, da alcuni assenti all'appello ma, potenzialmente, valida in ardue sfide contro formazioni più attrezzate ma domabili, soprattutto, in casa. Peak, tre match chiave Post Sassari: rabbia e spirito costruttivo Lega, si cambia: Bianchi lascia, Righi perilfuturc Hi 2£