Vuelle, Mussini nominato capitano sul campo «Sacco mi considera il suo aiutante fra i giocatori, mi fa piacere». Ora il morale è risanato: «Ci siamo tolti un blocco dalla testa» Federico Mussini in una delle sue brucianti percussioni: a Bologna è stato cruciale, segnando 9 punti in 9 minuti BASKET Dev'essere divertente essere svegliati tutte le mattine da qualcuno che si chiama Kobe: «E' il mio cucciolo di golden retriver, che mi butta giù dal letto puntualmente alle sette». Si può sorridere, finalmente, in questa settimana benedetta che segue il blitz inaspettato messo a segno a Bologna sabato sera. Federico Mussini ha più di un motivo per farlo, perché a lui, che è riuscito ad essere decisivo al PalaDozza pur giocando un minutaggio contenuto, Giancarlo Sacco ha consegnato le chiavi morali dello spogliatoio: «Il coach mi ha chiesto di prendermi i gradi di capitano - svela - e la cosa mi ha fatto piacere. Con lui ho un ottimo rapporto, mi vede come il suo aiutante tra i giocatori, parla molto con me e ogni volta che c'è da risolvere un problema della squadra ci consultiamo». Il tecnico pesarese ha toccato delle corde che hanno finito per smuovere qualcosa dentro l'animo dei suoi giocatori, che sembravano spenti: «Sacco si è concentrato molto sull'aspetto psicologico. Ci ripete spesso che la nostra vita tanti L'IMPRESA «Il PalaDozza è speciale, impossibile non essere carichi. Vogliamo ancora provarci, non molliamo» ragazzi se la sognano, che molti vorrebbero essere al nostro posto, per cui ogni giorno va vissuto con entusiasmo e non dobbiamo perdere il gusto del divertimento per quello che facciamo come un lavoro, ma che in fondo è la nostra passione». Un ragazzo solare 'Musso' che non ha mai cambiato idea sulla scelta fatta in estate, nonostante la stagione sia stata terribile fino al l'11 gennaio scorso: «Non ho alcun rimpianto, ritenevo Pe- saro il posto ideale per una ripartenza e ancora lo penso - sottolinea -. Certo, non ci aspettavamo questo tipo di stagione. Il mio minutaggio? E' cambiato nel corso del campionato, ma cerco sempre di portare il mio contributo: sapersi accendere in fretta è più difficile che esprimerlo in 30' ma nelle squadre funziona così e, se fai la tua parte nel tempo che ti è concesso, sei ugualmente gratificato». Mussini ha esordito talmente presto in serie A da sembrare ormai un veterano, ma a 23 anni sono tanti ancora gli aspetti su cui lavorare per crescere: «Due fattori per me sono concatenati: migliorare a livello fisico, che mi consentirà di farlo anche in difesa, per reggere i contatti. E poi cercare di essere sempre così incisivo in poco tempo, in modo da essere utile alla squadra». Sbancare Bologna per un reggiano doc come lui, è stato esaltante come per un pesarese. «Il PalaDozza è speciale, impos- sibile non essere carichi. Eravamo pronti, abbiamo mantenuto sempre il vantaggio, togliendogli fiducia, hanno avuto una comprensibile reazione ma siamo rimasti lucidi quel paio di azioni chiave che servivano per portarla a casa». E ora il morale, alla ripresa degli allenamenti, è alto: «C'era tanto bisogno di questa vittoria, era diventato un blocco mentale che speriamo sia sparito dentro la nostra testa. Ci siamo tolti un peso dalle spalle e magari anche in casa nostra riusciremo a scendere in campo un po' più tranquilli: ormai dobbiamo fare quasi un miracolo, ma vogliamo provarci e non molliamo». Elisabetta Ferri