Virtus e Teodosio da dimenticare: eliminati Una V nera senza mordente dà via libera a Venezia. Dopo il ko con il Partizan e l'Intercontinentale persa a Tenerife un'altra delusione biata anche perché la dopo la pausa Stefan Markovic si carica Milos Teodosio, 32 anni, in attacco: per il serbo una serata no (Ciamillo) VIRTUS BOLOGNA REYER VENEZIA (dopo un supplementare) VIRTUS BOLOGNA: Teodosio 15, Weems 15, Ricci 12, Hunter 6, Markovic 18, Cournooh, Gamble 10, Marble 1, Baldi Rossi 2, Pajola 2, Deri ne, Nikolic ne. Ali. Djordjevic. REYER VENEZIA: Bramos 9, Daye 15, Chappell 14, Watt 4, De Nicolao 11, Cerei-la, Vidmar 7, Mazzola 3, Tonut 16, Filloy, Casarìn, Stone 3. Ali. De Raffaele. Arbitri: Paternicò, Attard, Paglialunga. Note: parziali 11-21; 32-37; 47-60; 68-68. Tiri da due: Virtus Bologna 18/39; Reyer Venezia 17/31. Tiri da tre: 9/34; 12/29. Tiri liberi: 18/28; 12/20. Rimbalzi: 45; 52. di Massimo Selleri PESARO Una Virtus scarica fisicamente e povera di idee viene sconfitta da Venezia dicendo così addio al secondo obiettivo. Coach Djordjevic chiede una mano al suo pubblico urlando a più riprese la parola energia per aiutare la squadra ad uscire dal torpore che non volontario, ma che è naturale dato che questa la quarta partita in nove giorni. La stanchezza non è solo fisica, ma anche mentale perché si vede che la sconfitta nella finale di Coppa Intercontinentale ha lasciato qualche scoria nella testa di alcuni giocatori e senza il definitivo stoccaggio la V nera mette in campo una pallacanestro un po' arrugginita lontana da quel gioco corale che le ha consentito di essere fino a qui la dominatrice del campionato italiano. Se avesse ragione chi sostiene che la percentuale ai tiri liberi sia un preciso indice dello stato psicofisico della squadra, allora i bolognesi con il 9/15 del primo tempo non sarebbero messi bene. Del resto ritrovarsi -14 (6-20) nel primo quarto significa che le cose non sono iniziate con la piega giusta, ma se l'energia non è così facile da trovare, il carattere comunque non manca e nel mezzo di una gara che per la sua durezza ricorda una partita dei futuri playoff quando c'è da menare i virtussini non si tirano affatto indietro. La reazione porta a un primo -3 (22-25) e poi un successivo -2 (32-34), ma dall'altra parte c'è una Venezia che non si lascia demoralizzare dalle varie bastonate che prende e anche quando Julian Gamble firma il -1 (36-37) arriva la tripla di Tonut a ridare coraggio. L'inerzia, però, è cam- MILOS IN SERATA NO Il serbo mai in partita si intestardisce nel tiro da tre e sbaglia tutto la squadra sulle spalle, mentre Milos Teodosio continua a litigare con il canestro, sbagliando anche quattro tiri liberi. Markovic e la difesa sono un vero punto di rifermento per tutta la squadra e sono anche una sorta di locomotiva che si porta a rimorchio il resto dei compagni. Con un 5-0 di parziale arriva il primo vantaggio sul 44-42 e l'incontro si trasforma in una sorta di duello rusticano con la Reyer che sembra sguazzarci dentro. C'è il nuovo 49-49 perché la motrice viaggia a singhiozzo, ma quando è il motore è a regime si esce dall'apnea con la tripla di Markovic che vale il 55-54 con puntale risposte di Daye. Il copione si ripete imperterrito e a più di 7" dalla fine dei tempi regolamentari il punteggio è sul 68-68 con Venezia che ha la palla in mano con Hunter che manda in lunetta De Nicolao. Non va il primo e neppure il secondo ed è overtime. Nel supplementare si continua a rispondere colpo su colpo e sul 75-75 con un T36" da giocare Markovic manda in lunetta Bramos per tre liberi e per lui non ci sono errori. Il play serbo fa poi 1/2 ai liberi ed è Chappell infilare il +4 (76-80) per Venezia, ma ancora Markovic con una tripla tiene a galla la baracca. A 25" dalla fine Hunter è in lunetta e c'è il 2/2 (81-80), ma Daye fa canestro e il viaggio della Virtus in Coppa Italia finisce qui. © RIPRODUZIONE RISERVATA La final eight a Pesaro QUARTI 81 0 VIRTÙ E REYER E OLIMPIA MI E CREMONA Oggi SEMIFINALI Domani FINALE Domenica