La Vitelle stretta nella gabbia di Trento La squadra Under 18 di coach Luminati finisce a meno undici nel primo match della Next Gen Cup. Per la semifinale serve un'impresa coraggia i suoi il tecnico pesarese -. Peccato per l'ultima palla non sfruttata a dovere: chiudere a -9 poteva essere psicologicamente importante per riparti- Contro la Vuelle, Trento campione in carica ha fatto valere la maggior stazza CARPEGNA PROSCIUTTO DOLOMITI ENERGIA CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO: Bar-zotti. Solari 3, Pellicano 6, Calbini 9, Re 5, Guli-ni, Mazzoni 3, Pagliaro, Mujakovic 2, Basso 7, Alessandrini 20, Konteh 5. Ali. Luminati. DOLOMITI ENERGIA TRENTO: Formenti, Picarelli 27, Rossi ne, Jovanovic 7, Dieng, Voltolini 20, Boglio 2, Beghini, Borgogno, Serigne ne, Ladurner 6, Traore 9. Ali. Albanesi. Note. Parziali: 13-19, 23-35, 42-60. Tiri liberi: Pesaro 17/24, Trento 15/17. Tiri da 3 punti: Pesaro 3/18, Trento 6/24. Rimbalzi: Pesaro 48, Trento 45. Usciti per falli: Beghini. Spettatori: 300. PESARO C'è una montagna da scalare oggi per la Vuelle, sconfitta nel primo round da Trento con 11 punti di scarto. Per volare in semifinale, tra le migliori quattro formazioni Under 18 d'Italia come un anno fa, la squadra di Luminati dovrà superarsi. D'altronde la Dolomiti Energia è campione in carica della Next Gen Cup, lanciata un anno fa con crescente successo sia tra gli addetti ai lavori, in caccia di nuovi talenti, ma anche tra i giovani che apprezzano una competizione tut- ta dedicata a loro e ieri affollavano la palestra nord dell'arena. Trento ha fatto valere la maggior stazza, ma soprattutto l'ha vinta con la tattica, impostando una zona fastidiosa che ha impedito ai pesaresi di giocare ai loro ritmi: «Vero, ci hanno chiuso l'area e da fuori abbiamo trovato pochi tiri puliti; in quelli aperti siamo stati imprecisi» riconosce coach Luminati. Che ha avuto una prestazione sottotono da Beniamino Basso, il fulcro della squadra sotto canestro: il lungo si era scavigliato lunedì scorso ed è sembrato non avere mai appoggi sicuri (2 su 10 al tiro): «Non era al 100% ma nemmeno moribondo - replica Luminati, che non cerca alibi - ha fatto fatica anche lui contro la zona, come tutta la squadra». Insomma, Pesaro non ha trovato l'apriscatole, centrando tre bombe in tutta la partita, però è stata brava a non sprofondare quando era finita sotto di 18: «Infatti 11 punti di scarto non sono i 20 che potevamo beccare a quel punto - in- LA CHIAVE DEL MATCH Gli ospiti hanno impostato una zona fastidiosa che ha tolto ritmo a Pesaro re stamattina con uno svantaggio non in doppia cifra. Il livello si è alzato in queste finali e bisogna provare ad alzare il nostro, sappiamo che la gara si gioca su 80' anziché su 40' e ci proveremo con tutte le energie che ci restano. L'anno scorso - ricorda come buon auspicio - nella partita decisiva in cui dovevamo vincere di 28 punti per passare, vincemmo di 34». Bisognerà trovare il modo di contenere meglio il duo Picarelli-Voltolini che in due hanno segnato 47 punti e sono stati la vera spina nel fianco ogni qualvolta la Vuelle rimontava. L'equilibrio si è rotto a metà del 2° quarto quando Trento ha segnato la prima bomba (17-24 al 15') e da lì in poi i giocatori della Dolomiti hanno trovato maggior fiducia. Nel 3° quarto il momento più difficile per i giovani biancorossi, precipitati a -18 (30-48) ma bravi a ricucire con una difesa più tignosa nell'ultimo quarto che ha concesso solo undici punti ai trentini. E' tutta in salita, ma ci si può ancora provare anche perché Pesaro ha le qualità per centrare grandi risultati, come ha avuto modo di dimostrare a più riprese durante il campionato, dimostrandosi una delle formazioni più organizzate dell'intero torneo. Elisabetta Ferri